L’amministrazione comunale, nell’ambito di un bando regionale del 2018, è risultata beneficiaria di un finanziamento relativo alla proposta di intervento di messa in sicurezza di emergenza della ex discarica per rifiuti solidi urbani sita in località Puro vecchio, per un importo pari ad 6.500.000 euro.
Parallelamente a quella somma, grazie alla quale i lavori di messa in sicurezza sono statti appaltati, aggiudicati ed in corso di svolgimento, vi era stata un'altra linea di finanziamento ottenuto, per la chiusura definitiva dei lotti 1, 2 e 3 della discarica, per 11.922.970 euro.
I due interventi, però, si sarebbero rilevati in parte sovrapponibili. Infatti, in un incontro tenutosi in data all'inizio del 2019, il dirigente regionale aveva chiesto al comune di Trani una scheda di fattibilità tecnico-economico per la chiusura definitiva dei soli lotti 1 e 2, con esclusione momentanea del lotto 3 in quanto interessato dalla procedura di messa in sicurezza.
Palazzo di città ed Amiu sono così tornati a consultare lo Studio Romanazzi, Boscia ed associati, già progettista della messa in sicurezza, per predisporre anche lo studio di fattibilità tecnico-economico per la chiusura definitiva dell’impianto di discarica.
Una volta ottenuto lo stesso, il Comune di Trani lo ha trasmesso alla Regione Puglia, dove sono stati approfonditi gli aspetti concernenti il coordinamento tra gli interventi di messa in sicurezza relativi, finanziato con fondi europei, e di chiusura definitiva, finanziato dal Patto per la Puglia.
È stato così confermato di rimodulare lo studio di fattibilità tecnico-economico presentato dal Comuna di Trani, stralciando dalle opere previste l’intervento di copertura definitiva del terzo lotto della discarica, in quanto area ancora sottoposta alla messa in sicurezza.
Eliminata anche, almeno da questa linea di finanziamento, la previsione dell’impianto di trattamento del percolato, poiché sarà da realizzare a cura di Ager con una terza linea di finanziamento, di circa 5 milioni di euro, a sua volta già ottenuta.
Il nuovo studio, inoltre, ha previsto l’avanzamento delle opere in stralci funzionali, in modo da eliminare le interferenze tra quelle di messa in sicurezza e quelle di chiusura definitiva, che interessano entrambe il terzo lotto.
In altre parole, il primo stralcio comprenderà la chiusura definitiva dei primi due lotti e la realizzazione dell’impianto di valorizzazione del biogas, mentre il secondo la chiusura definitiva terzo lotto, ma solo dopo la conclusione della messa in sicurezza: il costo complessivo rimodulato è di 7 milioni di euro.
Il pacchetto di chiusura definitiva proposto avrà caratteristiche tali da rispondere ai seguenti criteri: isolamento dei rifiuti dall'ambiente esterno; minimizzazione delle infiltrazioni d'acqua; riduzione al minimo della necessità di manutenzione; minimizzazione dei fenomeni di erosione; resistenza agli assestamenti ed a fenomeni di subsidenza localizzata; stabilità lungo le superfici di scorrimento che comprendano anche le interfacce tra i diversi materiali utilizzati; essere funzionale con i requisiti prestazionali di progetto e le destinazioni d'uso previste nel piano di ripristino ambientale; inserimento paesaggistico.
Per la copertura superficiale finale è prevista la realizzazione di una copertura multistrato costituita, dall'alto verso il basso, almeno dai seguenti strati: strato superficiale di copertura con spessore maggiore, o uguale a 1 metro, che favorisca lo sviluppo delle specie vegetali di copertura ai fini del piano di ripristino ambientale e fornisca una protezione adeguata contro l'erosione e di proteggere le barriere sottostanti dalle escursioni termiche; strato drenante di materiale granulare con spessore almeno di mezzo metro; strato minerale compattato, di almeno mezzo metro; strato di drenaggio del gas e di rottura capillare, con spessore maggiore o uguale a metro; strato di regolarizzazione, con la funzione di permettere la corretta messa in opera degli strati sovrastanti.
Altro aspetto qualificante dle progetto, quello per limitare l’effetto erosivo delle acque di dilavamento sulla scarpata. Infatti, si è prevista la realizzazione, in corrispondenza di ciascuna berma, di una canaletta costituita da geocomposito ottenuto dall'accoppiamento di una geostuoia in polipropilene sul lato superiore, da un geotessile non tessuto intermedio in polipropilene e da una pellicola poliolefinica impermeabile sul lato inferiore.
Infine appare molto interessante la stima della produzione di biogas, eseguita mediante l’utilizzo del software Gassim. La curva di produzione del biogas stimata, che parte dal primo conferimento del 1994, è destinata a chiudersi solo nel 2070, ma fino ad allora l’opzione del recupero energetico di biogas determinerà un ricavo annuo nell’ordine di 150.000 euro. «E maggiori vantaggi - scrivono i progettisti - potrebbero generarsi con l’utilizzo sul posto dell’energia prodotta, con benefici anche di natura ambientale come per esempio la gestione della discarica con energia autoprodotta dal biogas. Infine - concludono -, andrebbe valutata l’opzione di recuperare il calore prodotto dal motore endotermico, per il trattamento termico del percolato».
I lavori, secondo il cronoprogramma rilasciato, durerebbero tredici mesi, per un totale di 387 giorni.
La Regione Puglia ha così disposto il finanziamento aggiornato di 7 milioni, in favore del Comune di Trani, per la realizzazione del primo stralcio per la chiusura definitiva dei lotti 1 e 2 della discarica.
La giunta comunale, con un provvedimento dello scorso 10 agosto, ha preso atto della rimodulazione del progetto e, in conseguenza di ciò, ai fini delle successive procedure di appalto e rendicontazione, formalizzato la cessione del contratto da Amiu al Comune di Trani.
«Un altro passo avanti verso l'obiettivo che tutti ci siamo dati - commenta il vice presidente del consiglio comunale, Michele di Gregorio -: chiudere la discarica per sempre».
