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Trani, ampliamento di Palazzo Carcano: cinque progetti ammessi al secondo grado del concorso. Bottaro: «Il "cubo" non c'è più»

  • Sono cinque le proposte progettuali ammesse al secondo grado del concorso di progettazione per il recupero con ampliamento e valorizzazione di Palazzo Carcano, destinato a sede di uffici giudiziari.

    Lo scorso 4 ottobre la commissione giudicatrice ha chiuso il verbale di valutazione dei 23 elaborati pervenuti e rilasciato i cinque codici alfanumerici dietro i quali si nascondono altrettanti progettisti con i rispettivi lavori.

    L'ingegnere Davide Ardito, funzionario dell'Agenzia del demanio di Puglia e Basilicata, in qualità di Responsabile unico del procedimento, ha pubblicato il relativo avviso sulla piattaforma del concorso.

    Il bando era stato emanato lo scorso 30 giugno 2021 e, dopo una serie di procedure preliminari, il 20 luglio si erano aperte le iscrizioni per il contestuale invio degli elaborati e documentazione amministrativa per il primo grado: la scadenza era stata fissata al 21 settembre.

    Sempre dallo scorso 4 ottobre, e fino al prossimo 18 ottobre, è aperto il periodo per la richiesta di chiarimenti relativi al secondo grado. Le stesse richieste di chiarimenti e le relative risposte saranno pubblicate entro il 20 ottobre.

    In quella stessa data si aprirà il periodo per l'invio degli elaborati e della eventuale documentazione amministrativa per il secondo grado. Il 18 novembre si chiuderà tale periodo.

    I lavori della commissione giudicatrice dovranno chiudersi entro il 29 novembre: il giorno successivo avrà luogo la seduta pubblica, con decriptazione dei documenti amministrativi e proclamazione della graduatoria provvisoria.

    Entro il 10 dicembre avverrà la verifica dei requisiti di ordine generale e idoneità professionale, con la pubblicazione della graduatoria definitiva e la proclamazione del vincitore unitamente ai verbali della commissione giudicatrice.

    La Commissione giudicatrice è composta dai seguenti membri titolari: prof. arch. Francesco Cellini, con funzioni di presidente; arch. Silvano Arcamone, rappresentante della stazione appaltante; ing. Giuseppe Lopopolo, rappresentante del Ministero della Giustizia; dott. Italo Maria Muntoni, rappresentante della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per la provincia di Barletta Andria Trani; arch. Francesco Gianferrini, rappresentante designato dal Comune di Trani; arch. Paolo D’Addato, presidente dell'Ordine degli architetti per la provincia di Barletta Andria Trani; ing. Sebastiano Manta, presidente dell'Ordine degli ingegneri Bat. Questi i supplenti: arch. Francesco Romano (Agenzia del Demanio); arch. Andrea Roselli (Ordine architetti): ing. arch. Alessandro Cervino (Ordine degli ingegneri Bat).

    Al sindaco, Amedeo Bottaro, abbiamo chiesto se le proposte progettuali ammesse richiamino i rendering allegati ai provvedimenti approvati recentemente dal consiglio comunale e sui quali tanto si è polemizzato: «La risposta che ho avuto dalla commissione è "no" - fa sapere il primo cittadino -. Non conosco e non voglio conoscere chi siano i progettisti perché, come ben sapete, mi tengo ben lontano dai concorsi, ma anche a me premeva sapere verso quale soluzione architettonica si stia andando. La risposta che ho avuto è che nessun progetto si accosta in alcun modo ai rendering della prima ora».

    Da registrare, peraltro, la mancata risposta dei tecnici alle osservazioni presentate da cittadini e organismi portatori di interessi collettivi in merito alla variante urbanistica approvata in consiglio comunale: il concorso procede nella perdurante assenza delle controdeduzioni.

    Con il primo grado si è richiesto un master plan generale relativo all’intero complesso architettonico, fabbricato esistente e ampliamento, «che, nel rispetto delle indicazioni fornite - si legge nel bando -, dimostri la fattibilità e compatibilità dell’intervento rispetto alle specifiche fornite dal documento di indirizzo alla progettazione e il suo inserimento nel contesto storico-architettonico e paesaggistico».

    Con il secondo grado si arriverà ad un progetto di fattibilità tecnico economica di recupero ed ampliamento dello stabile.

    A seguito dell’individuazione del soggetto vincitore saranno affidate, con procedura negoziata senza bando, le fasi successive della progettazione definitiva ed esecutiva, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, direzione lavori, contabilità e aggiornamento catastale.

    Il concorso si concluderà con una graduatoria di merito e, l'attribuzione dei seguenti premi: primo classificato, 71.916,25 euro; dal secondo al quinto classificato 9.000 euro.

    Tutte le informazioni si incontrano sul sito dell'Agenzia del demanio, che è la stazione appaltante, nella sezione espressamente dedicata al «Recupero con ampliamento e valorizzazione di Palazzo Carcano a Trani», in collaborazione con Soprintendenza, Ministero della Giustizia, Comune di Trani, Ordini degli architetti e degli ingegneri.

    «Il concorso mira ad acquisire - si legge nella premessa al bando - una proposta organica comprendente il recupero dell’attuale palazzo, oggetto di interventi rimasti incompiuti, e il suo ampliamento verso piazza Re Manfredi. In particolare, il progetto di ampliamento dovrà cercare relazioni con l’immobile esistente e con il contesto, dando luogo ad un complesso architettonico che, nelle differenze dell’aggiunta, garantisca unità dialettica all’insieme, attraverso la reinterpretazione critica e contemporanea dei caratteri architettonico-culturali espressi dal luogo, sia con riferimento al contesto locale, sia in relazione alla più ampia cornice mediterranea».

    «L'iniziativa si inserisce in un più ampio scenario di razionalizzazione delle sedi degli Uffici giudiziari - spiegano ancora dal Demanio -, finalizzato alla riduzione della spesa pubblica. L’operazione di razionalizzazione proposta, nella quale la rifunzionalizzazione di Palazzo Carcano ricopre un ruolo strategico, prevede una completa riorganizzazione e razionalizzazione degli Uffici giudiziari che consentirà il totale abbattimento dei costi derivanti da locazioni passive, nonché un elevato vantaggio logistico funzionale in quanto gli uffici verranno raggruppati in tre edifici di pregio, già in uso al Ministero della Giustizia, siti nel centro storico di Trani».

    In questo scenario Palazzo Carcano rappresenterebbe il valore aggiunto, poiché «situato in una zona nevralgica del borgo antico, nelle immediate vicinanze di edifici simbolo della città quali il castello svevo e la cattedrale, nonché a ridosso di Palazzo Torres e Palazzo Candido, questi ultimi già sedi storiche del Tribunale di Trani».

    I lavori di ampliamento di Palazzo Carcano, quando era di proprietà del Comune, si arrestarono nel momento in cui affiorano resti archeologici che consigliarono un aggiornamento del progetto e dei costi di cui l'ente non è stato più in grado di farsi carico. Da qui la scelta di cederlo all'Agenzia del demanio, nel cui bando il costo stimato per la realizzazione dell'opera è di 9 milioni di euro.

    La parte museologica e museografica sarà oggetto del solo concorso di progettazione (primo e secondo grado), mentre le successive fasi di progettazione definitiva ed esecutiva saranno oggetto di un affidamento separato, condotto in stretta collaborazione con la Soprintendenza competente.

    Intanto è notizia ufficiale l'inserimento di Palazzo Carcano nel Piano nazionale di ripresa e resilienza finanziato dall'Unione Europea. Questo permetterà di coprire pressoché interamente le spese previste per la ristrutturazione dell'immobile, alleggerendo così il bilancio dello Stato.

    Trani, che pure quel palazzo ho dovuto cederlo allo Stato, guadagnerà certamente qualcosa dal punto di vista dei tempi, che nel Pnrr sono particolarmente stringenti: infatti, il collaudo e la consegna dell'opera conclusa dovrebbero avvenire entro la fine del 2026.

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