La città di Trani istituisce un fondo sperimentale per la prevenzione del disagio sociale derivante da problematiche abitative.
Si tratta di una misura concepita per attuare una serie di azioni a tutela di soggetti fragili, o con situazioni economiche precarie, che hanno difficoltà ad inserirsi nel mercato delle locazioni per civili abitazioni e rischiano di essere estromessi definitivamente.
Hanno presentato il progetto l'assessore alle politiche sociali, Eugenio Martello, ed il dirigente del settore, Alessandro Attolico: «Abbiamo pensato di creare in maniera stabile un fondo per le esigenze abitative - spiega il delegato del sindaco -. Infatti, fino ad oggi l'ente dava non più di due mensilità a chi era in difficoltà nei pagamenti dei canoni di locazione in favore di chi perdeva il lavoro e andava in cassa integrazione o si trovava gravato di spese per problemi di saluti. Ma due mensilità sono oggettivamente troppo poche e llora abbiamo pensato di strutturarlo con un periodo più lungo, fino ad un anno, in modo da evitare tutte le procedure di sfratto e dare tempo alla persona di rimettersi nella condizione, sia fisicamente sia economicamente, di pagare regolarmente le locazioni».
Il provvedimento può rappresentare un vantaggio anche per i proprietari che non si sentono garantiti: «Spesso sono restii a locare i loro immobili proprio perché temono di non essere pagati. Così abbiamo pensato di venire incontro anche ai proprietari pagando fino ad un anno di canone locazione direttamente a loro, per dare il tempo di conoscere l'inquilino. Diciamo che si stringerebbe un patto a tre fra ente, proprietari ed inquilini in cui ciascuno è chiamato a fare la sua parte: il Comune ci mette quello che può, fra soldi e cuore degli operatori, ma anche gli altri devono metterci qualcosa di loro».
