«Indicazioni allarmanti». Sono definite così quelle che provengono dal quadro della criminalità nella Bat tracciato nella relazione della Direzione investiva antimafia, appena rilasciata con riferimento al secondo semestre del 2021. La definizione è ripresa dalle parole del Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Bari, Anna Maria Tosto, preoccupata dalle tuttora «poche risorse destinate al contrasto alla criminalità».
I dati statistici hanno registrato un’impennata pari +210% rispetto all’anno precedente, delle iscrizioni per il delitto di rapina, comprese quelle in abitazione. Inoltre la Bat primeggia in Italia per i furti d’auto.
E poi i fatti di sangue: le iscrizioni per il delitto di omicidio volontario consumato sono state 22, con un incremento medio nell’ultimo anno pari al 44%. Il territorio della Bat, d’altra parte, «esprime anche organizzazioni criminali autoctone che operano autonomamente all’interno di un tessuto economico estremamente attivo. Il che da un canto la rende un potenziale appetibile per le mafie, dall’altro genera un montante criminale, in tema di reati fallimentari, tributari e societari, assolutamente preoccupante».
La fotografia dello scenario criminale della provincia è stata scattata anche dal Procuratore di Trani, Renato Nitti, che a margine di un incontro sulla legalità svoltosi ad Andria ha fatto cenno al “poliformismo criminale” della Bat, «area in cui le mafie non esercitano il dominio sul territorio, ma lo spogliano, lo depredano, aprendolo persino alle scorrerie di clan storici ed egemoni in altre province e regioni».
A controbilanciare lo scenario, il 27 luglio 2021, vi è stata l’apertura Questura, ad Andria, Comando provinciale dei Carabinieri, a Trani, e Comando provinciale della Guardia di finanza a Barletta.
Più recente invece è la sottoscrizione in Prefettura del Protocollo di legalità per il territorio della provincia di Barletta Andria Trani, con l’intento di rafforzare le misure di prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata negli affidamenti pubblici delle concessioni e delle procedure concorsuali, con particolare riguardo alle ingenti risorse che saranno trasferite agli enti locali nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Nel territorio della sesta provincia pugliese assume rilevanza, tra l’altro, il recentissimo scioglimento del comune di Trinitapoli, dove si è verificata la sussistenza di eventuali forme di condizionamento tali da determinare un’alterazione del processo di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione comunale, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad essa affidati.
