Siamo così giunti allo snodo di un percorso complesso che porterà Trani ad essere una delle prime Città in Puglia ad aver attuato progettualità legate al tema del “Dopo di Noi”. In sala Tamborrino, del Comune di Trani, venerdì 7 ottobre si è tenuto l’incontro conclusivo dove sono state declinate le linee guida necessarie a creare le prime basi per la creazione del primo co-housing nella città di Trani e firmato il piano operativo elaborato in co-programmazione con gli E.T.S.
In questi mesi l’Amministrazione Comunale (le attività sono coordinate dalla Dott.ssa Raffaella Della Cananea Salomone), la Asl Bat (il riferimento è la Dott.ssa Brigida Figliolia) e gli enti e le associazioni coinvolte hanno lavorato per intercettare i bisogni del territorio, dando un forte segnale su quanto questo progetto rappresenti una priorità per l’amministrazione. Il tavolo di co-programmazione ha elaborato delle linee di intervento per fornire solide basi alle misure necessarie alla realizzazione del “Dopo di noi” inteso come un vero e proprio progetto di vita.
Già in premessa il Piano Operativo si dimostra coerente con la “Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006 che ha introdotto un vero e proprio cambio di paradigma nell’approccio al tema della disabilità, fornendone una lettura improntata ad una nuova visione culturale, scientifica e giuridica (…) mirando a garantire il pieno godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità in situazione di eguaglianza con gli altri per garantirne la piena inclusione all’interno della società”.
Il Piano Operativo, nell’analisi dei bisogni ha subito messo in evidenza la situazione delle famiglie interessate al tema: “Dal confronto con il territorio – legge nel documento - è emerso il bisogno delle famiglie ed il loro vissuto, fatto anche di timori e preoccupazioni per i propri figli e fratelli".
Il tema dell’autonomia crea particolare insicurezza, gli eventi più prossimi generano incertezza perché si presentano come quelli che le famiglie dovrebbero/dovranno affrontare da un momento all’altro ma senza strumenti adeguati. (…) Sono sentimenti che riguardano il futuro dei propri cari disabili: “come farà senza di noi, le nostre cure? Chi penserà a lei/lui?”. Altre ragioni di preoccupazione riguardano l’ordinaria amministrazione/gestione della famiglia, in particolare il fondato timore che lo stress e la stanchezza, che interessano chi si prende cura di un disabile, si trasformi in burn out di uno o di entrambe i genitori”.
Dall’incontro è emersa la consapevolezza delle alte aspettative delle famiglie che vivono una condizione di disabilità, ma per loro c’è, ed è importante, un messaggio di speranza, e la volontà di voler fornire uno strumento reale per guardare al futuro con serenità, nella consapevolezza che i propri cari non saranno lasciati al proprio destino. “È importante sottolineare – ha detto Fabrizio Ferrante, Vice Sindaco della Città di Trani - che il tavolo di co-programmazione è partito mesi prima rispetto alla pubblicazione dei bandi del PNRR e questo ha permesso al Comune di avere ben chiare le esigenze delle famiglie, e mettere a punto linee guida concrete ed esatte per poter partecipare ai bandi senza indugi. Per poter pensare al futuro – ha proseguito Ferrante - è d’obbligo pensare al presente perché per un concreto “Dopo di noi” è fondamentale un percorso di “Durante noi” che si può e si deve sviluppare soprattutto attraverso percorsi lavorativi che devono portare all’indipendenza, anche economica, dei ragazzi, proseguendo quel percorso iniziato da alcuni imprenditori tranesi che hanno avuto la lungimiranza di vedere nelle diverse abilità un’opportunità e non un limite”.
Il progetto presentato venerdì ha superato il primo step di ammissione per un progetto di co-housing che coinvolgerà sei persone, è stato individuato un immobile adatto ad ospitare le attività di co-housing tra persone diversamente abili in una zona a forte espansione urbanistica, ma nonostante l’anticipazione alla stampa non ne è stata rilevata l’ubicazione.
Il tavolo di co-programmazione ha coinvolto 17 realtà operative in città, che abbracciano le diverse sfaccettature della disabilità: Work Aut, Fondazione Megamark, Croce Bianca, Prometeo, Salute e Misericordia, Isola Sociale, Oasi 2, Casa di Carta, A.Ge., Con.Te.Sto, Associazione italiana Sindrome “x-Fragile”, Time…Aut, Oltre Sport, Il Pineto, Promozione Sociale e Solidarietà, Petit Pas, Uildm.
Nel video servizio le interviste a Fabrizio Ferrante, Raffaella Della Cananea e Brigida Figliolia.
