La musica può smuovere e promuovere i territori? Sono i festival, con l'impatto che hanno sui territori e la precisa vocazione artistica, il cuore della chiacchierata con Luigi Lupo. Il giornalista e autore tranese è stato ospitato domenica 16 ottobre presso la Biblioteca di Trani per presentare il suo primo libro "Sottopalco. Viaggio nei festival italiani musicali".
A metà tra un reportage e una raccolta di aneddoti, il lavoro di Lupo prende in considerazione alcuni dei festival musicali italiani intercettati dall'autore durante la sua carriera. È proprio durante il Locus Festival del 2018 che a Lupo viene l'idea di raccontare quello che avviene sottopalco, in uno spazio limitato che separa il palco dal pubblico, in cui durante gli spettacoli transitano giornalisti e altri addetti ai lavori.
Tecnho, house, indie, rap, hip hop e tanti altri. Già nell'illustrazione di copertina è riportata un'indicazione dei generi musicali che i festival studiati propongono.
Dall'analisi di Lupo emerge che la modalità prevalentemente adottata dai festival musicali sparsi per l'Italia sia il boutique festival, un evento con una line up esclusiva e non mainstream, in cui la presa sul territorio è forte. Il pubblico che i boutique festival scelgono non è fatto di grandi numeri ma di gente esperta, che si sposta per ascoltare una proposta musicale alternativa e ricercata.
In "Sottopalco" la Puglia c'è: sono ben due le realtà virtuose con cui Lupo si confronta. Molto diversi per organizzazione, produzione, aderenza al territorio e line up, il Locus e il Medimex certamente rappresentano modelli degni di nota. Se del Locus è rilevante la ricerca di nomi poco o per niente noti da fare scoprire ad un pubblico targhettizzato, il Medimex - nato come fiera per i lavoratori del settore musicale - si distingue per essere l'unico festival italiano ad essere organizzato e finanziato con fondi regionali.
I festival però non sono soltanto musica, concerti e workshop con gli artisti. Attorno a questi eventi si genera una comunità, che spesso nasce virtuale mesi e mesi prima, per diventare reale nei giorni del festival.
I festival del presente per avere successo devo saper leggere il proprio tempo, individuare i problemi e rispondere adeguatamente con l'arte ma devono anche sapersi connettere al territorio ospitante, generando interazioni con i cittadini.
In un tempo in costante evoluzione, il futuro dei festival si apre a molteplici possibilità. Ci sarà "Sottopalco 2.0" tra digitale e metaverso? Chissà.
