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«Sistema Trani», sentiti in aula Riserbato ed altri: processo quasi ai titoli di coda

È quasi ai titoli di coda il processo «Sistema Trani», nato dall'inchiesta che a fine 2014 portò ad alcune clamorose misure cautelari che determinarono la conclusione anticipata dell'amministrazione del sindaco Luigi Riserbato, imputato insieme con altri 13 nel relativo procedimento penale.

Nell'udienza tenutasi ieri presso il Tribunale di Trani, dinanzi al collegio presieduto da Giulia Pavese (a latere De Rosa e Buccelli) sono stati ascoltati i primi imputati del processo, fra cui proprio lo stesso ex primo cittadino. Oltre lui l'ex vice sindaco, Giuseppe Di Marzio, l'ex consigliere comunale, Maurizio Musci, e l'ex Amministratore unico di Amiu, Antonello Ruggiero. Inoltre Carlo Addamiano, ex dipendente dell'Ufficio affissioni del Comune, con riferimento al secondo filone dell'inchiesta, poi unificato al primo, che portò ad altre misure cautelari ed indagati nella primavera del 2016.

Prima di loro, sempre ieri, sono terminate le escussioni degli ultimi testi, vale a dire un luogotenente della Guardia di Finanza ed un perito informatico di parte nominato da un imputato del secondo filone, Sergio De Feudis, che durante le loro deposizioni ha anche accusato un malore momentaneo, poi risolto, inducendo il presidente a sospendere l'udienza per un quarto d'ora.

Per quanto riguarda gli esami degli ex amministratori, a tutti loro sono state poste domande a chiarimento con riferimento ai verbali degli interrogatori che ciascuno di essi aveva rilasciato in carcere durante gli interrogatori di garanzia immediatamente successivi agli arresti cui furono sottoposti. Sono stati prodotti i verbali di quelli interrogatori e si è sostanzialmente accertata la conformità fra quanto dichiarato a fine 2014 e quanto detto ieri in aula.

Come già anticipato da metà luglio Riserbato, Di Marzio e Ruggiero hanno rinunciato alla prescrizione. Il sindaco uscente, con altri indagati, fu arrestato il 20 dicembre 2014 in merito all'ipotesi dell'esistenza di un gruppo affaristico politico fra gli amministratori di Trani, nonché di altri profili penalmente rilevanti contestati a funzionari del settore amministrativo dello stesso Comune.

Al termine dell'udienza preliminare, oltre gli esaminati di ieri, con riferimento al primo filone furono rinviati a giudizio anche l'ex consiglieri comunale Nicola Damascelli  i funzionari comunali Edoardo Savoiardo e Pasquale Mazzone. Il reato contestato a tutti è la turbata libertà degli incanti e, ad alcuni, anche la concussione politica.

Per il secondo filone sono da ascoltare quasi tutti i restanti imputati: i funzionari Sergio De Feudis, Edoardo Savoiardo e Antonio Modugno; l'ex comandante della Vigilanza notturna Vincenzo Giachetti (che però nel primo filone è accusatore e parte civile); l'ex segretario generale Luca Russo; l'ex dirigente Vincenzo Guidotti. Sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere (per De Feudis Savoiardo e Modugno), abuso di ufficio, falso ideologico in atti pubblici di fede privilegiata, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, falso materiale, peculato continuato e aggravato, turbata libertà degli incanti, truffa pluriaggravata, concussione consumata continuata, tentata concussione.

Già prima del processo, però, era decaduta l'accusa dell'associazione per delinquere, la più importante dell’inchiesta. L'ipotesi era già venuta meno per Riserbato prima dell'udienza preliminare, ma al termine di quella fu esclusa anche a carico degli altri imputati.

La prossima udienza del processo si terrà giovedì 3 novembre e dovrebbe consentire l'esame di tutti i restanti imputati. Il 1mo dicembre si tornerà in aula per gli interventi dei legali delle parti civili e la requisitoria del pubblico ministero, con le relative richieste di condanna. Il 15 dicembre spazio alle repliche dei difensori.

Da definirsi la data di quella che, verosimilmente, dovrebbe essere l'udienza della lettura del dispositivo della sentenza: allo stato le ipotesi sono 5 o 12 gennaio 2023.


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