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Trani, svelato l'arcano: l'impianto di recupero di plastica, carta e vetro si farà nell'ex ricicleria

L'ex ricicleria che si trova nella sede di Amiu, in contrada Puro vecchio, ai margini della strada provinciale che collega Trani ed Andria, sarà riconvertita in un impianto complesso di selezione e recupero totale di carta, plastica e vetro». È quanto si evince a seguito dell'avvio di un procedimento di project financing proposto dall'Associazione temporanea di imprese Serveco-Irigom, di Taranto.  

La stessa Ati già a maggio 2021 aveva manifestato interesse ad effettuare il cosiddetto «rewamping» dell'ex ricicleria: di conseguenza l'Amministratore unico uscente, Gaetano Nacci, aveva reso pubblica quella proposta di rifunzionalizzazione dell'impianto dismesso, al fine di porre anche altri operatori del settore nella condizione di fare lo stesso.

A distanza di oltre un anno nessuno più si è fatto sentire e così la Serveco-Irigom ha presentato una proposta di Finanza di progetto per il riutilizzo di quello a propria cura e spese, in cambio di un congruo numero di anni per utilizzarlo.

Sulla questione, peraltro, si erano registrate nei giorni scorsi le forti perplessità dell'associazione Oikos.

In realtà, proprio per la natura delle frazioni trattate, il progetto in questione appare sulla il meno rischioso di tutti, di certo il meno impattante: infatti, carta plastica e vetro produrrebbero basse emissioni e per questo verrebbero trattati all'interno di un capannone e non all'aperto.

Ciò che sembrerebbe prospettarsi è un partenariato pubblico-privato, con una locazione dell'impianto ad un soggetto privato, che potrebbe anche cogestirlo insieme con l'azienda.

La ricicleria da smantellare, progettata nel 1998 dall'ex dirigente e direttore di Amiu, Michele Zecchillo, fu realizzata con un finanziamento del Commissario delegato per l’emergenza rifiuti e con fondi della Cassa depositi e prestiti. Costò 3 milioni e mezzo.

Fu concepita e posta in esercizio come un impianto di trito-vagliatura dei rifiuti in grado di accogliere a monte il tal quale, separare il secco dall’umido e destinare allo smaltimento in discarica solo una parte residuale del volume, non più del 4 per cento della quantità iniziale, consistente in rifiuti inerti.

Nel 2010 a Trani non si svolgeva ancora alcun tipo di raccolta differenziata, era tramontata l'ipotesi di realizzare un termovalorizzatore ed allora si puntò alla separazione in loco dei rifiuti, così da consentire il anche recupero di alcune frazioni.

Ciononostante rimase in esercizio solo per pochi mesi, la discarica fu chiusa nel 2014 e ben presto quel capannone è rimasto inutilizzato.

Paradossalmente, da qualche anno, gli uffici ai piani superiori dello stesso sono diventati sede dell'azienda, ma non per quel macchinario rimasto fermo, così da trasformare il capannone né più e né meno che in un deposito.


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