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Trani, tutta la minoranza sulla soppressione del passaggio a livello: «Sarà un disastro epocale»

Nella seduta di consiglio comunale di martedì scorso, 15 novembre, l'amministrazione comunale ha chiesto di approvare un progetto definitivo del sottopassaggio ferroviario presentandoci arbitrariamente un vecchio progetto del 1994 che prevedrebbe un unico senso di marcia veicolare, con un marciapiede pedonale, senza alcun ascensore in corrispondenza della uscite.

La domanda è perché presentare un progetto che nasce azzoppato tanto da essere considerato già a suo tempo inadeguato?

Le precedenti amministrazioni comunali si erano battute, ed avevano ottenuto con ulteriore impegno finanziario di Rfi, che il sottopasso ferroviario fosse a due corsie veicolari oltre al marciapiede pedonale. Unico ostacolo era l’autorizzazione della Sovrintendenza ai Beni Culturali che, dopo un primo parere negativo, acconsentì alla realizzazione dell’opera.

A questo punto, tutti noi e soprattutto i residenti, ci aspettavamo la realizzazione dell’agognato sottopassaggio secondo i criteri stabiliti con le due corsie di marcia e tutte le soluzioni adeguate alle dimensioni e al traffico del quartiere.

Invece con un salto indietro di circa trent’anni ci ritroviamo un inutile progetto già scartato.

Come potevamo esprimere parere favorevole di fronte a quello che oggi si rivela essere un’opera parzialmente inutile e mal concepita, senza le più elementari soluzioni rispetto alle esigenze dei diversamente abili, degli anziani, di chi spinge un passeggino, costretti a percorrere centinaia di metri per attraversarne venti!!

Il Sindaco afferma di aver risparmiato ben un milione e mezzo di euro sull’opera.

Certo, aggiungiamo che, se il sottopasso non lo realizzasse affatto, risparmierebbe anche un altro milione e mezzo.

Risparmiare non significa fare le cose a metà, facendo ricadere le sciagurate decisioni sulla pelle dei residenti e dei concittadini che quotidianamente, con i relativi disagi, quelle strade devono percorrerle.

Al di là di farneticanti motivazioni urbanistiche, non uno straccio di documento ci è stato presentato a giustificazione di questa arbitraria e dannosa soluzione.

Atteso che i lavori dovrebbero durare due anni, nessun piano della mobilità provvisoria è stato presentato, sicché immaginiamo quali saranno i disagi a cui andranno incontro i residenti e a poco o nulla valgono le rassicurazioni del Sindaco circa l’istituzione di navette o altre amenità visto il precedente che gli studenti e le famiglie stanno vivendo in seguito al distaccamento del Liceo De Sanctis presso la ex Lum.

Il Sindaco ha parlato di opera epocale, mentre l’attuale quadro ha più l’aspetto di un disdastro epocale, perché una volta compiuto non sarà più possibile rimettere in ordine quanto malamente e sciattamente realizzato.

I cittadini dopo trent’anni, hanno il sacrosanto diritto di avere un’opera utile ed efficiente sotto tutti i punti di vista, non possono accontentarsi di una operazione di facciata giocata sulla loro pelle e finanziata anche con le loro tasse.

Chiediamo che sia fatta urgentemente chiarezza su quanto chiesto e fatto emergere in Consiglio Comunale e, soprattutto che l’amministrazione riveda con urgenza il progetto riportandolo alla sua integrità ed utilità, in nome e per conto di tutta i cittadini tranesi.

Filiberto Palumbo - Michele Centrone - Andrea Ferri - Emanuele Cozzoli - Gianni di Leo - Pasquale De Toma - Vito Branà - Tommaso Laurora - Erika Laurora - Felice Corraro - Mariangela Scialandrone (Fratelli d'Italia - Lega - Forza Italia - Palumbo Sindaco - Movimento 5 Stelle - Italia in Comune)

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