Mezzogiorno circa del 6 dicembre. È appena terminata un'udienza penale nell'aula Gup del Tribunale ed al telefono dell'avvocato Mariangela Malcangio, di Canosa di Puglia, del Foro di Trani, giungono chiamate in serie. Prima i Carabinieri, poi la segreteria dell'Ordine, quindi il consorzio delle guardie giurate che controllano Palazzo Torres: «Si porti subito alla sua vettura in piazza Re Manfredi».
La professionista corre e trova intorno al suo veicolo un gran numero di militari: avevano fermato ed arrestato in flagrante uno dei due responsabili del tentato furto di quell'auto, mentre l'altro era fuggito. In mannette un 20enne di Cerignola che, inizialmente ristretto ai domiciliari, con il ravvedimento ha poi ottenuto la misura dell'obbligo di firma.
Il colpo era quasi andato a segno. I responsabili avevano infranto il finestrino del conducente, utilizzato alcuni arnesi atti allo scasso e, soprattutto, un dispositivo per collegarsi alla centralina di avviamento della vettura, che da lì a poco sarebbe partita.
Le forze dell'ordine questa volta sono state più veloci dei ladri, riuscendo ad evitare la beffa di un furto d'auto, che sarebbe stato l'ennesimo nella tanto martoriata Bat, persino all'ombra del palazzo in cui si amministra la giustizia.
Per la cronaca, i carabinieri che hanno fermato il ladro erano appena stati nell'ufficio del procuratore Renato Nitti, colui che sta portando avanti con costanza e tenacia una difficile battaglia per rinforzare gli organici delle forze dell'ordine della Bat soprattutto a causa del sempre più dilagante fenomeno dei reati predatori.
La professionista ha pubblicamente ringraziato i militari: «Hanno onorato un presidio di legalità quale il nostro Tribunale».
