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Violenza giovanile a Trani, l'ultimo episodio prolunga la serie dei fatti di cronaca: perché così tanti?

Un ragazzo in ospedale con la frattura del setto nasale, cinque punti di sutura al capo, ferite e contusioni varie. Si è trovato ad affrontare un gruppo di più persone, suoi coetanei, che l'hanno circondato e preso a botte dopo che i suoi amici erano fuggiti via lasciandolo da solo.

Il fattaccio è avvenuto nella notte fra sabato e domenica, nella centralissima piazza Natale D'Agostino, in pieno centro, all'ombra del Liceo classico.

Una ragazza, probabile testimone oculare dell'episodio ha riportato sul suo profilo social quanto a suo dire accaduto, ma toccherà accertarlo ai carabinieri della Compagnia di Trani, che in queste ore stanno ascoltando la vittima dell'aggressione, i suoi amici e chiunque sia in grado effettivamente di riferire qualcosa.

L'episodio non è purtroppo un fulmine a ciel sereno e ci riporta, fra i vari fatti di cronaca, indietro a sei mesi fa esatti, quando nella notte fra il 14 e 15 giugno si verificò una rissa fra ragazzi in via Mario Pagano, nello stesso luogo in cui la settimana precedente un giovane era rimasto ferito perdendo sangue sulla sede stradale. Lì vicino, per la cronaca, ci sono molti locali della movida.

Protagonisti di quella colluttazione, almeno una quindicina di giovani che, nel momento di massima concitazione, si ammassarono su un'auto parcheggiata di proprietà di un residente che chiamò i Carabinieri: al loro arrivo i ragazzi si erano già dispersi e neanche il 118 ebbe modo di intervenire.

L'11 settembre 2020 avvenne un'altra pesante aggressione al porto, da parte di quattro ragazzi nei confronti di uno. Tutto nacque da una frase, male interpretata, nei confronti di una ragazza. I protagonisti dell'episodio erano tutti minorenni. L'aggredito perse un dente e riportò contusioni guaribili comunque in pochi giorni.

Un ragazzo tranese, che all'epoca aveva 16 anni, rischiò addirittura di morire in una rissa a Bisceglie, in piazza Vittorio Emanuele II: fu avvicinato da un gruppo di facinorosi che lo atterrarono e presero a calci e pugni davanti a tante persone terrorizzate e pietrificate al punto da non intervenire per fermare la brutale aggressione.

Anche in quel caso il ragazzo, che era in compagnia di amici, rimase solo perché gli altri si diedero alla fuga per porsi ai ripari dagli aggressori. Due biscegliesi, peraltro, furono condannati a 3 anni e mezzo di reclusione in quanto colpevoli di lesioni pluriaggravate in concorso, previa l'esclusione dell'aggravante.

Il dibattito si è nel frattempo trasferito sul piano politico e sociale, fra chi punta il dito sull'amministrazione comunale, perché doti la città di nuove telecamere, e chi sulle forze dell'ordine perché ci siano più carabinieri e agenti, quindi più sicurezza.

Sullo sfondo una movida sempre più violenta e senza regole, che periodicamente registra delle impennate di brutalità che solo per congiunture favorevoli non sono mai sfociate nelle conseguenze estreme.

A Trani si arriva in auto, e persino in treno, da tantissime destinazioni diverse per passare notti sempre più disinvolte tra un bicchiere in una mano ed un pugno pronto a partire dall'altra.

È il prezzo che la città paga ai tanti, troppi locali che attirano una clientela dal livello sempre più mediocre. E, se il livello cala, in misure inversamente proporzionale la violenza sale.

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