Tornano d’attualità le vicende dell’ex magistrato di Trani Michele Nardi, ma questa volta non per fatti direttamente riguardanti la sua persona.
Ieri notte, infatti, a Roma, si è verificata l’effrazione dello studio del suo legale, l'avvocato Domenico Mariani. Ignoti si sono introdotti nell'appartamento e hanno messo mano sul pc del professionista aprendo cartelle e file, stampandone atti, slegando fascicoli cartacei e probabilmente prelevandone carte.
L'avvocato Mariani ha sporto denuncia contro ignoti ai Carabinieri, che stanno procedendo ai rilievi del caso, mentre il suo assistito palla di «ennesimo atto di intimidazione subito dal mio legale da quando ha deciso di difendermi».
Infatti sempre nel suo studio nel 2019, con Nardi in carcere per i fatti per i quali fu condannato in primo grado a Lecce prima che in secondo grado tutto venisse cancellato, furono lasciate sulla scrivania delle manette. In un altro episodio il legale subì anche il danneggiamento della sua vettura.
Nardi a sua volta riferisce che «recentemente sono stato sicuramente pedinato a Bari, come mi è stato fatto notare dalla persona che era con me. E queste non sono certamente attività di polizia giudiziaria, ma tentativi grossolani e maldestri di intimidirci».
Ma intimidire rispetto a cosa? Dopodomani, a Potenza, si tiene l'udienza preliminare del procedimento in cui Nardi è accusato di concorso in corruzione con l'ex procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo: «Presenterò una lunga serie di slide dalle quali dimostrerò oggettivamente la mia estraneità ai fatti contestati, quindi credo che qualcuno ci voglia invano scoraggiare».
Nardi, nel frattempo, è ancora in attesa di conoscere se e quando riprenderà il procedimento a suo carico presso il Tribunale di Potenza, dopo che la Corte d'Appello di Lecce aveva ritenuto il tribunale salentino territorialmente non competente, essendo il caso strettamente interconnesso con l'inchiesta sull'ex procuratore Capristo, che si tiene appunto a Potenza.
