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Trani, sull'ex Angelini Bottaro pone la fiducia: «Se non passa, mi dimetto»

Svoltare sul mare o andare tutti a casa. Potrebbe essere un vero e proprio appuntamento con la storia, sia nel bene, sia nel male, il consiglio comunale convocato giovedì prossimo, 22 dicembre, alle 15, con seconda eventuale adunanza alle 10 del 27 dicembre.

Infatti, al punto 10 dell'ordine del giorno figura l'approvazione del progetto definitivo, con dichiarazione della pubblica utilità preordinata all'esproprio, del cosiddetto «Pinqua costa nord» finanziato dall'Unione europea.

Si tratta della futura, nuova grande villa comunale sul mare, insieme con altre opere pubbliche, prevista al posto dell'ex distilleria Angelini, prossima ad essere demolita previo riconoscimento dell'indennità di esproprio alla proprietà dei suoli. A tal fine il Comune di Trani ha già acceso un mutuo di 1.400.000 euro con Cassa depositi e prestiti, da rimborsare in 29 anni.

Il rudere della distilleria, chiusa da oltre 30 anni dopo avere rappresentato una autentica bomba ecologica nel centro storico della città, è tutt'oggi una pesantissima zavorra alla riqualificazione del borgo antico e, soprattutto del litorale di ponente dal castello fino a Boccadoro. Peraltro, proprio dalle finestre delle grandi sale maniero federiciano sul mare è ben visibile la fabbrica che tanto negativamente impatta con il castello e l'ambiente circostante.

L'amministrazione del sindaco Amedeo Bottaro, appena si è presentata l'occasione di attingere ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, non ha perso un attimo e ha inserito questo progetto in testa a tutta una serie di interventi previsti in vari quartieri della città.

L'ex Angelini sarà la madre di tutte le opere pubbliche e su questo il sindaco si gioca veramente tutto, al punto da porre la fiducia sulla votazione dell'assemblea elettiva: «Se non avrò i numeri mi dimetterò - afferma con decisione Bottaro - e neanche mi ricandiderò», aggiunge escludendo sin da adesso di correre per un terzo mandato cui potrebbe teoricamente aspirare giacche la sua decadenza avverrebbe entro i due anni e mezzo del secondo.

«Sette anni fa mi sono presentato alla città con un progetto molto semplice e chiaro: smettere di voltare le spalle al mare. Oggi abbiamo la possibilità di dare più che mai concretezza a quei propositi, dopo tutto quello che già abbiamo fatto, e non vedo perché ciò non debba accadere, perché è il cuore degli indirizzi generali di governo che proprio il consiglio comunale ha votato dopo la mia proclamazione».

Per sostenerne la bontà, Bottaro fa sapere che «il progetto che stiamo per presentare al consiglio comunale è stato pienamente apprezzato da tutte le parti tecniche in conferenza di servizi, a cominciare dalla Soprintendenza: sono bastati cinque minuti per avere il loro parere favorevole e mi chiedo, dunque, cosa possa rendere un consigliere comunale restio ad un voto altrettanto favorevole».

Il progetto è di ben 18 milioni di euro, che sono i 15 iniziali più 3 di preassegnazione che il Comune di Trani è certo di ottenere dal Ministero delle finanze perché è altrettanto sicuro di bandire la gara per i lavori entro il prossimo 31 dicembre.

Bottaro e l'Ufficio tecnico hanno passato la giornata di venerdì chiusi a Palazzo di città fino a tarda notte, dandosi delle scadenze che sono un autentico gioco ad incastri: tutto consentirà di bandire i lavori solo se il consiglio comunale si esprima subito, e questa volta neanche passando per la seconda convocazione.

Sarà un Natale sul filo di lana come già nel 2015 era accaduto con l'Amiu, nel disperato tentativo di salvarla dal fallimento attraverso la ricapitalizzazione. All'epoca i fatti diedero ragione a Bottaro, che spera nel bis per il bene della città. «Se così non sarà, la mia vita politica sarà definitivamente terminata - taglia corto il sindaco - e mi dispiacerebbe solo che l'iter del progetto possa irrimediabilmente compromettersi: non lo meriterebbe».


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