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Trani, da occupanti ad imputati: chiesto il processo per i cinque protagonisti del caso di via Olanda

Si terrà il prossimo 20 giugno 2023 l'udienza preliminare, presso il Tribunale di Trani, in relazione alla richiesta di rinvio a giudizio depositata dal pubblico ministero con riferimento all'occupazione abusiva di una casa popolare invia Olanda, avvenuta il 20 giugno 2018. Nel procedimento sono imputate cinque persone, tutte difese dall'avvocato Cataldo Torelli.

Secondo l'impostazione accusatoria, in concorso fra loro, si introducevano clandestinamente nella proprietà privata del legittimo assegnatario, Felice Gusmai, 89 anni, approfittando del ricovero in ospedale di quest'ultimo e, contro la volontà tacita della parte offesa, con violenza danneggiavano la serratura e asportavano la parte muraria adiacente la stessa. Una volta invaso l'appartamento, lo occupavano traendone anche profitto mediante risparmio della spesa relativa al pagamento del canone di locazione.

L'immobile è un alloggio di edilizia residenziale popolare di proprietà dell'Agenzia regionale per la casa e l'abitare (Arca Puglia), subentrata al vecchio Istituto autonomo delle case popolari di Bari.

Il legittimo assegnatario, come detto, era ricoverato in ospedale e così l'appartamento in quel momento era libero da persone e per gli occupanti fu persino agevole prenderne possesso: vi alloggiarono dal 20 giugno al 26 novembre 2018, giorno dello sgombero forzoso autorizzato dall'autorità giudiziaria, e che richiese l'intervento di un centinaio di operatori fra forze dell'ordine, vigili del fuoco, personale del 118 e dei servizi sociali.

Il Comune di Trani si è costituito parte civile nel provvedimento affidando la sua difesa all'avvocato Michele Capurso, responsabile dell'Ufficio legale dell'ente. Risulta persona offesa costituita nel giudizio anche uno dei dieci figli dell'assegnatario.

Gli elementi probatori sono annotazioni di polizia giudiziaria, intercettazioni telefoniche, analisi dei tabulati telefonici, sommarie informazioni rese dalla persona offesa e dagli altri occupanti delle abitazioni di via Olanda.

La storia di quell'occupazione abusiva, la più drammatica fra quelle che si sono succedute a Trani in questi ultimi anni, l'abbiamo raccontata in ogni minimo dettaglio e seguendone l'evoluzione fino al giorno dello sgombero.

Gusmai fu dimesso dall'ospedale, ma la sua casa era ancora occupata e la famiglia dovette autotassarsi per trasferirlo in una struttura,a Margherita di Savoia, che potesse in qualche modo dargli il conforto che le mura domestiche non gli avrebbero più dato.

A completare l'opera, da lì a poco, la disdetta formale dell'assegnazione, che l'accusa ipotizza avvenne a seguito di minacce subite dai figli del signor Gusmai: Felice rinunciò al «suo» appartamento perché occupato da altri, strappandoglielo con la forza e la meschinità.

Da quel momento non sarebbe stata più la stessa cosa. Dopo l'operazione, il braccio di Felice non riprese mai più la piena funzionalità e, insieme con il disagio fisico, sarebbe subentrato quello psicologico.

Felice Gusmai si spense, sempre nella struttura di Margherita di Savoia, il 28 marzo 2019 a 90 anni, in un dolore silenzioso e lontano dal clamore della cronaca di quei giorni.

E la sua esperienza, purtroppo, neanche sembra abbia insegnato nulla perché, in quelle stesse due palazzine di via Olanda, avvennero altre due occupazioni abusive, anche se non così violente come quella oggetto di causa.

Parallelamente, vi è stata la vicenda dell'occupatore seriale di immobili comunali: l'uomo, facendo probabilmente leva sul disagio sociale familiare (sette componenti in tutto) e sui figli minori, nel giro di cinque anni ha abitato prima nella casa natale di Giovanni Bovio, poi nelle ex case del custode delle scuole Bovio e Papa Giovanni XXIII. In tutte quelle sedi ha realizzato lavori operando manomissioni dello stato dei luoghi.

Per porre fine a tali esperienze si giunse ad un verbale di consegna formale di una unità immobiliare in piazza Domenico Sarro, di proprietà comunale. Infatti, a febbraio 2020 il Tribunale dei minorenni si espresse formalmente sulle particolari situazioni di disagio sociale e conseguente condizione di emergenza abitativa di quel nucleo familiare. Alla famiglia spetta il compito di custode dall'immobile, e non di locatario.


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