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Trani, danneggiato da petardo parcometro di Amet. Ma non sarebbe dovuto essere lì

Mentre la città si interroga sui botti di Capodanno, Amet fa la conta dei danni a causa dei botti all'interno dei suoi parcometri. L'altro ieri sul lungomare Cristoforo Colombo, nei pressi dell'intersezione con via Pola, una delle colonnine utilizzate per il pagamento della sosta è rimasta seriamente danneggiata dopo che ignoti hanno inserito un corpo esplodente di notevole intensità all'interno del vano per il ritiro del biglietto da esporre nel veicolo.

La deflagrazione ha fatto saltare in aria alcuni pezzi del parcometro e lo ha reso del tutto inservibile. Dovrebbe essersi trattata di una bravata, anche se non si può escludere che i responsabili abbiano cercato, con questa pratica, di asportare eventuale denaro contenuto all'interno della colonnina: purtroppo per loro, se questo fosse stato l'obiettivo della loro attività criminosa, hanno sbagliato completamente dispositivo e luogo. Infatti, il lungomare rientra nelle aree della sosta estiva che termina il 30 settembre, e pertanto il contenitore di monete e banconote era ovviamente vuoto.

L'azienda di piazza Plebiscito ha sporto denuncia alle forze dell'ordine contro ignoti, ma deve anche rimproverarsi la scelta di non avere rimosso quello e gli altri parcometri utilizzati per la sosta estiva: se lo avesse fatto, come era sempre avvenuto negli anni precedenti, almeno adesso non si sarebbe dovuta inviare la colonnina in assistenza.

Peraltro, va anche detto che non è la prima volta che Amet fa la conta dei danni e deposita denunce. Infatti, già nel recente passato altri parcometri sono stati danneggiati dai teppisti e in alcuni casi non soltanto per le solite bravate, ma anche per costringere gli utenti a pagare i parcheggiatori abusivi nell'impossibilità di utilizzare i mezzi ufficiali della sosta in assenza dei parcometri. In piazza Re Manfredi, all'ombra del Tribunale, spesso capita di trovare le colonnine sabotate con gomme da masticare o altre trovate, pur di renderle inservibili.

Per pagare la sosta si possono in ogni caso utilizzare il vecchio ed affidabile grattino, che è tutt'ora disponibile nelle rivendite autorizzate, e soprattutto le applicazioni. Sono numerosi ormai gli operatori convenzionati con Amet, sulle cui piattaforme si può anche effettuare il pagamento. Anche le banche, nelle loro app, hanno attiva una sezione parcheggi che rimanda l'utente alla città in cui si trova, permettendogli di pagare senza problemi in pochi clic. In questo modo, si ha anche il vantaggio di pagare una sosta puntuale, commisurata al tempo effettiva di permanenza del veicolo fra le strisce blu.


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