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Trani, cede la falesia sotto la loro villa: non potranno più accedervi fino all'avvenuta messa in sicurezza

Hanno diligentemente segnalato il problema, ma adesso non potranno neanche essi stessi entrare nella loro proprietà. Almeno fino all’avvenuta messa in sicurezza.

Siamo in contrada Lama Paterno, in territorio di Trani, nei pressi del ponte Lama al confine con Bisceglie. E proprio da qui l'ingegnere Giuseppe Marchisella, lo scorso 1mo dicembre, aveva segnalato il crollo di una parte della falesia e della sovrastante ringhiera di protezione della villa di proprietà di un cittadino di Trani, di cui è consulente tecnico fiduciario.

Il professionista, insieme con la segnalazione, ha trasmesso anche un dossier fotografico da cui si evince il parziale crollo della falesia, con caduta sulla spiaggia sottostante della ringhiera in acciaio e relativo basamento in calcestruzzo. Per tali motivi «si configura un reale rischio - scrive il dirigente dell'Area urbanistica, Francesco Gianferrini - di caduta dall'alto di persone, nonché ulteriori distacchi di materiale lapideo sulla spiaggia sottostante».

La figura apicale dell'Ufficio tecnico ha ritenuto che, «già dalle minime informazioni contenute nella segnalazione vi siano elementi utili tali da valutare la presenza di un reale rischio geomorfologico, consistente in ulteriori crolli di parte del piazzale e dissesto statico delle strutture edilizie» di quella villa.

Poiché la destinazione d'uso di quell'immobile è residenziale, il dirigente ha così ordinato il divieto di accesso ed uso dell'immobile stesso, salvo che per attività di messa in sicurezza sotto la sorveglianza dello stesso ingegnere Marchisella in qualità di direttore dei lavori.

Contestualmente, investendo del problema anche la Polizia locale, la Capitaneria di porto di Barletta e l'Ufficio locale marittimo di Trani, è stato disposto il divieto di sosta, transito, balneazione ed accesso delle imbarcazioni sull'area demaniale e sull’antistante specchio d'acqua al piede della falesia interessata dal crollo, per un raggio di 100 metri dal luogo del cedimento.

L'ordinanza potrà essere revocata solo a seguito di comunicazione presso l'Ufficio tecnico da parte del proprietario, ed a firma del citato professionista, di una segnalazione certificata di agibilità delle strutture edili e degli spazi adiacenti l'immobile, con relativa perizia giurata.

Il problema riaccende i riflettori sulla la questione della fragilità della falesia lungo il litorale di levante. La scarsa protezione dal moto ondoso e conseguente azione erosiva del mare è all'origine di continui cedimenti di porzioni di falesia particolarmente esposte alle mareggiate, anche nell'assenza di barriere frangiflutti, che peraltro oggi non sarebbero neanche più realizzabili.

In alcune parti del territorio urbano sono stati effettuati dei ripascimenti con materiale lapideo che hanno formato una barriera naturale al piede delle zone maggiormente erose. Lo stesso tipo di intervento si intende realizzare anche lungo questa fondamentale porzione costiera, partendo peraltro dal lungomare Francesco Paolo Mongelli dove è già prevista una dedicata messa in sicurezza di una insenatura a rischio crollo, per la quale è disponibile un finanziamento di 1.900.000 euro.

Va anche detto che, proprio con riferimento alla zona di Lama Paterno, l'amministrazione comunale ha recentemente presentato un progetto di rigenerazione costiera per la realizzazione di una viabilità ciclopedonale che, dal lido Matinelle, conduca fino al ponte Lama con la messa in sicurezza di ciò che resta di quella esistente e la penetrazione in proprietà private attraverso lo strumento dell’esproprio.

Nel frattempo, però, le emergenze si susseguono e quella segnalata da proprietari e tecnico dell'immobile oggetto degli ultimi cedimenti sembra indicare in maniera precisa quanto la natura sia decisamente più veloce e spietata della burocrazia.


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