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Passaggio a livello, dai primi progettisti del sottovia maxi richiesta di risarcimento al Comune di Trani: 150.000 euro

Mentre si attende di conoscere lo stato dell'arte circa il percorso che porterà Rete ferroviaria italiana a realizzare il sottovia sostitutivo del passaggio a livello ferroviario di via De Robertis, pende adesso un contenzioso da 150.000 euro sul capo del Comune di Trani.

A chiamarlo in causa è l'avvocato Maria Grazia Cinquepalmi, che rappresenta e difende gli ingegneri Nicola Romanelli e Antonio Caruso, che l'amministrazione comunale aveva nominato progettisti dell'opera alternativa alle barriere nell'ormai lontano 2001.

La somma di 150.000 euro è il totale di quattro, diverse richieste di liquidazione di compensi: quelli maturati per l'attività eseguita dal 2001 al 2011, pari a 38.000 euro; quelli svolti dopo l'approvazione del progetto definitivo, che avvenne con delibera di giunta del 17 dicembre 2013, pari a 10.500 euro; quelli per la redazione della nuova versione del progetto definitivo, pari a 81.000 euro, iniziata con lo sviluppo di due elaborati il 19 dicembre 2016 «e di fatto sospesa - si legge nel ricorso - per ragioni indipendenti dall'operato degli ingegneri e con grave danno per gli stessi, la cui opera intellettuale è stata utilizzata da altri»; quelli per la sospensione delle prestazioni, di 20.000 euro, poiché non vi sarebbe mai stata una revoca dell'incarico loro conferito.

Che si andasse verso una causa di tale entità si era compreso nel corso del consiglio comunale dello scorso 15 novembre 2022, quando il capogruppo di Forza Italia Pasquale De Toma, preliminarmente alla discussione sull'approvazione definitiva della nuova opera a cura di Rete ferroviaria italiana, aveva posto una pregiudiziale chiedendo di dare atto del fatto che i progettisti non erano stati ancora pagati per intero rispetto a quanto dovuto e che il Comune si sarebbe, dunque, impegnato a farlo.

Il sindaco, Amedeo Bottaro, rispose che tale compito non sarebbe potuto essere del consiglio comunale, ma del dirigente dell'Area lavori pubblici, che nella delibera di consiglio contestata da De Toma si era semplicemente limitato ad illustrare la cronistoria del procedimento dalle origini ad oggi.

Nel ricorso Cinquepalmi indica, quale momento cruciale della vicenda, il 20 gennaio 2016, quando i professionisti rilasciarono gli elaborati di progetto Gpl 11 e Gs 13, trasmessi dall'Amministrazione comunale a Rete ferroviaria italiana.

«Il progetto era quindi pronto per passare alla fase esecutiva - deduce l'avvocato -, ma a questo punto l'amministrazione in carica, in occasione di diversi incontri pubblici tenuti a partire da febbraio 2018, presentava nuove ipotesi di progetto in previsione della soppressione del passaggio a livello, sulle quali gli ingegneri Romanelli e Caruso non venivano interpellati».

L'altro passaggio centrale sta nel fatto che i professionisti, con una Pec inviata al Comune di Trani e a Rfi il 14 maggio 2021, lamentavano il fatto che il loro incarico fosse stato sospeso, ma non revocato, senza neanche provvedere al saldo delle competenze per il lavoro svolto fino a quel punto.

Si arriva così al recente consiglio comunale del 15 novembre, preceduto da una Pec inviata da Cinquepalmi a tutti i consiglieri comunali per richiamarli circa la mancata revoca dell'incarico, il mancato saldo delle competenze e la riserva di ogni azione a tutela dell'opera prestata dai professionisti, «utilizzata da altri - si legge testualmente nel ricorso - senza autorizzazione ed a loro insaputa. I professionisti - spiega ancora Cinquepalmi - avevano Infatti constatato che, a differenza di quanto dichiarato dall'amministrazione nei diversi incontri pubblici, non era stata predisposta alcuna nuova ipotesi progettuale». Più dettagliatamente, le loro soluzioni tecniche sarebbero presenti - è la tesi dei ricorrenti - nell'allegato 15 alla delibera approvata dal consiglio comunale lo scorso 15 novembre.

ll giorno successivo al consiglio comunale, vale a dire il 16 novembre 2022, il dirigente avvia il procedimento per il pagamento dei compensi, «ma non si rilasciavano spiegazioni circa le finalità», si legge nel ricorso.

Dal canto suo, Rfi comunicava formalmente la sua estraneità al rapporto contrattuale intercorso fra Comune e tecnici incaricati, invitando questi ultimi a rivolgere la loro richiesta esclusivamente a Palazzo di città.

La storia più recente di questo percorso ci dice che fra Comune di Trani e Rfi è intervenuto un protocollo d'intesa in forza del quale il gruppo di Ferrovie dello Stato si è fatto carico della realizzazione del sottovia sostitutivo del passaggio a livello, compreso lo spostamento dei sottoservizi. Il Comune di Trani, a sua volta, acquisirà da Rfi le aree dismesse della stazione ferroviaria, non più utile all'esercizio, per riconvertirle ai fini di pubblico utilizzo pedonale, ciclabile e veicolare. Negli interventi previsti è compreso anche il prolungamento del sottopasso di stazione fino in via del Ponte Romano.

L'amministrazione si è costituita nel giudizio attraverso il responsabile dell'Ufficio legale, Michele Capurso. La data della discussione della causa documentale, ai sensi dell'articolo 702 bis del Codice di procedura civile, è stata fissata per il prossimo 7 aprile.


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