Avevano progettato una scala elicoidale in marmo, ma la richiesta di brevetto era stata poi depositata dall'azienda di Trani presso cui avevano svolto il loro tirocinio: alla fine di un lungo contenzioso, due studenti francesi si sono visti riconoscere dal Tribunale di Bari la proprietà intellettuale della loro intuizione e, di conseguenza, del brevetto di cui risultano gli effettivi titolari.
I fatti erano avvenuti a cavallo fra fine 2016 e inizio 2017 presso un'azienda specializzata nella realizzazione di costruzioni e complementi d'arredo in pietra e legno, che ha sede in via Papa Giovanni XXIII. La società aveva siglato un accordo con il Politecnico di Bari per lo svolgimento di tirocini nell'ambito della Scuola di specializzazione in beni architettonici e, così, aveva assunto a tempo determinato i due studenti transalpini.
Questi, al di fuori dell'orario di lavoro, avevano sviluppato prototipi dell'inedito manufatto, che l'azienda avrebbe poi fatto suo sostenendo che i due studenti fossero stati meri esecutori di un progetto di ricerca, poi sfociato in un brevetto persino antecedente rispetto al loro avvento.
Il Tribunale ha però deciso che l'invenzione fosse stata il frutto esclusivo dell'attività di ricerca sviluppata dai due inventori i quali, pur impiegando materiali e strumenti messi a disposizione dall'azienda, avevano concepito il loro brevetto al di fuori di ogni collaborazione del datore di lavoro.
