L'ospedale oncologico privato che si intende realizzare a Trani sorgerebbe a Boccadoro, in un'area naturalistica su cui i promotori confidano di ottenere i permessi per costruire.
Tanto è vero che hanno già stipulato compromessi e preliminari con alcuni proprietari dei terreni della zona, certi del fatto di centrare l'obiettivo.
Il quadro economico viene confermato in 450 milioni di euro che potrebbero diventare 500 con le oscillazioni del mercato. Ma Bernardo Ilgrande, amministratore unico dell'Ohpa, promotrice del progetto presentato stamani a Palazzo Beltrani, si dice certo del fatto che «sarà interamente coperto da capitali di investimento privati di caratura finanziaria nazionale, anche senza passare dai fondi Pnrr, senza alcun project financing ed anche nel caso non riuscissimo a stipulare convenzioni con la Regione».
Una Regione assente per l'occasione, così come la Asl Bt e sostanzialmente anche il Comune, di cui si è visto il vicesindaco Fabrizio Ferrante soltanto come uditore. C'è il patrocinio invece della Provincia Bat.
«La sanità è malata ed è nostro dovere scendere in campo per ampliare l'offerta - ha spiegato il responsabile delle comunicazioni del Misericordia cancer hospital Gabriele Bettoschi -. La Puglia vede almeno 20mila persone l'anno partire per viaggi della speranza e questa tendenza dobbiamo invertirla. Noi non vogliamo sostituirci al pubblico, ma affiancarlo in un mondo che si muove. Abbiamo la fortuna di avere degli investitori che credono nell'iniziativa e la sostengono. Ci dispiace che Regione ed Asl non siano presenti oggi, ma confidiamo di giungere ad una convenzione con loro: se così non sarà, abbiamo il piano B per funzionare anche senza convenzione allargando il territorio di competenza».
«Il progetto può realizzarsi davvero? Sì - ha detto a sua volta l'avocato Giacomo Tarantini, legale della società proponente -, perché abbiamo avviato un percorso di approvazione, accreditamento e convenzione, al netto dei fondi privati che lo sosterranno. Sotto il profilo legale i passaggi sono avanzati grazie all'utilità sociale del progetto. La politica, però, ci auguriamo non lo abbandoni e vi si adoperi con lungimiranza». Lo stato dell'arte è che sono stati fatti dei compromessi con i proprietari dei suoli, presentati i progetti agli enti pubblici ma si è ancora in attesa dei permessi: se, e quando arriveranno, si partirebbe con lavori che durerebbero 36 mesi. All'avvio l'ospedale potrebbe prendere in carico 70.000 pazienti l'anno, con 456 unità lavorative che diventerebbero 700 fino al settimo anno di attività.
