A Trani arrivano tre nuovi autobus, ma questa volta completamente elettrici. E finora sono quasi sempre mancati. Amet ne comprò uno nel 2006, ma ebbe vita breve per problemi meccanici. Poi ne noleggiò un altro paio per le sole feste natalizie a cavallo tra fine 2018 ed inizio 2019. Troppo poco per una città capoluogo di provincia ed a vocazione turistica.
Ed allora, grazie alla terza edizione del bando regionale «Smart go city», la giunta comunale, su proposta dell'assessore alla Polizia locale Cecilia di Lernia e del gruppo Con, ha candidato al massimo finanziamento possibile, di 2 milioni di euro, un progetto dal titolo «Trani zero emission», imperniato in particolare sull’acquisto di tre nuovi bus elettrici.
Obiettivo, «gettare fin da ora le basi per il futuro - si legge nella relazione tecnica firmata dall'architetto Alfredo Romanelli, di Trani - mediante la conversione parziale dell'attuale flotta verso automezzi a propulsione totalmente elettrica».
Il fine ultimo è «ridurre l'inquinamento atmosferico ed acustico causato dal traffico veicolare, migliorando così la qualità della vita e la salute dei cittadini nella convinzione, espressa dall'amministrazione comunale, che la protezione dell'ambiente e lo sviluppo della mobilità sostenibile siano elementi imprescindibili nell'ottica del miglioramento della città, proiettare sempre più verso la cosiddetta "e-mobility"».
Attualmente il trasporto pubblico locale si articola su quattro linee urbane, per una percorrenza complessiva annua di 255.000 chilometri. A seguito dell'aggiornamento del Piano urbano del traffico, avvenuto a febbraio 2023, i percorsi sono stati incrementati in numero ed estensione, rendendoli più efficienti ed prolungandoli ulteriormente verso la provinciale Trani-Andria, laddove sorgono gli uffici della Provincia Bat e la sede distaccata del Liceo De Santis, per soddisfare la domanda di trasporto verso quei luoghi da parte di fasce della popolazione sempre più ampie.
L'intervento candidato a finanziamento è, pertanto, armonizzato rispetto ai nuovi scenari e mira ad incentivare l'utilizzo del mezzo pubblico da parte dell'utenza riducendo, di conseguenza, il numero dei veicoli complessivamente circolanti.
Secondo quanto deduce il progettista, inoltre, la circolazione avverrebbe prevalentemente lungo la costa, ma anche nella zona nord e pure nel centro storico. «Tali problematiche - si legge nella relazione - possono trovare un'efficace attenuazione ove si intensifichi l'uso del mezzo pubblico con automezzi moderni, efficienti ed ecocompatibili».
Il progetto mira così ad inserire Trani nel quadro delle cosiddette «smart city», anche grazie alle tecnologie di cui saranno dotati i mezzi di trasporto, che permetteranno una innovativa interfaccia con i sistemi di terra, di futura adozione nel Comune di Trani.
Tali informazioni consentiranno ad Amet di monitorare in tempo reale il numero di utenti per unità di tempo e tratte, picchi e periodi di stanca nell'utilizzo del mezzo pubblico, tasso di occupazione delle aree di sosta esistenti o da realizzare.
Il quadro economico del progetto prevede una somma di 1 milione e mezzo di euro per l'acquisto di tre autobus elettrici, mentre le restanti spese saranno spalmate fra progettista, trasporto, gara, collaudo ed imprevisti.
Secondo il cronoprogramma presentato dal progettista, la procedura dovrà concludersi entro il termine previsto dal bando del 31 dicembre 2023, prevedendo un termine massimo di 240 giorni per la consegna della fornitura e relativa messa in strada dei nuovi mezzi. I primi due passaggi ovviamente, sarebbero la pubblicazione degli atti di gara e l'espletamento delle procedure della stessa, con relativa aggiudicazione.
Tutto questo, però, a patto che il Comune centri l'obiettivo di farsi finanziare il progetto. In tal senso, però, c'è il recente precedente favorevole del 2021, quando Trani aveva già portato 1.683.000 euro, sempre con Smart go city, per l'acquisto di quattro nuovi bus urbani ibridi, di Classe I.
Pertanto, con l'auspicato arrivo dei tre nuovi bus elettrici, si raggiungerebbe l'obiettivo di mettere in strada ben sette nuovi mezzi di trasporto pubblico locale in soli due anni, rinnovando più che rapidamente, e soprattutto strutturalmente, il parco macchine di Amet attualmente in circolazione.
