Il segnale è tornato in verticale, ma non perché nuovamente installato là dove dovrebbe essere: da oggi lo si trova sulla sottostante baia del pescatore, adagiato ad muro di pietre.
Fino a qualche giorno fa palo e cartello che segnalano il divieto di balneazione nelle 24 ore successive a copiose precipitazioni erano «coricati» lungo il vialetto dopo il distacco dalla pavimentazione.
Oggi quel segnale non indica più un divieto di balneazione, ma una vera e propria superficialità da parte di chi, con un solo gesto, avrebbe potuto rimuoverlo e ancora non l'ha fatto.
La sciatteria dei luoghi però non si ferma qui. Basti guardare i rifiuti che si trovano proprio in riva al mare, con cestini mai svuotati e che traboccano, buste e bottiglie abbandonate in ogni angolo e persino sulla prua dei gozzi che costituiscono elementi di arredo urbano.
La pulizia delle spiagge libera con servizi è a cura dei concessionari, in altri luoghi tocca ad Amiu. In un caso, e nell'altro, di questo neanche dovremmo occuparci se sulle nostre spiagge non ci fossero tanti incivili: l'incapacità di percorrere qualche metro con le buste in mano, per conferirle correttamente, rende le nostre spiagge, già in primavera, quasi del tutto inospitali.




