Sono sempre più gli stranieri a fare la parte del leone nel turismo in Puglia, aiutandolo a crescere anno dopo anno. La tendenza del 2023 sembra attestarsi intorno ad un +30% rispetto al 2022 e tale proiezione, se confermata, avrebbe del clamoroso considerando che già l'anno scorso è andato molto bene.
Infatti nel 2022, rispetto al 2021, gli arrivi di turisti internazionali sono quasi raddoppiati, passando da una percentuale del 18 ad una del 30%, mentre quella delle presenze è salita dal 17 al 27%, ai livelli precovid che sono stati anche abbondantemente superati rispetto a un arco di tempo che parte dal 2015.
Tuttavia, in un tale scenario di crescita, la Bat fa fatica non riuscendo a mettere in strada i cavalli che pure ha nel suo motore. Basti pensare che le province privilegiate sono Foggia, grazie al Gargano, e Lecce grazie alle spiagge del Salento, che costituiscono insieme il 50% di arrivi e presenze in Regione. Il resto è distribuito, in ordine decrescente, fra Bari, Brindisi, Taranto e Barletta Andria Trani, fanalino di coda con il 4% degli arrivi e il 2% delle presenze; troppo poco per una terra con ben altre potenzialità.
Di questo si è discusso nel convegno su «Turismo, destinazione Bat: idee e strategie», tenutosi ieri sera al Polo museale di Trani, gestito da Fondazione Seca, a cura di Confindustria Bari e Bat e Gazzetta del Mezzogiorno, in collaborazione con Intesa San Paolo.
Domanica prossima alle 9.30 su Radio Bombo, nel corso di Appuntamento con Trani, tutte le interviste ai protagonisti.

