Sono state due le aggressioni verbali ai danni di altrettanti dipendenti del Comune di Trani. La seconda, di cui si ha notizia, è avvenuta l'altra mattina nell'Area lavori pubblici, nei confronti di un dipendente apostrofato da un cittadino, descritto come in stato di bisogno economico e sociale.
L'utente sarebbe colui che per anni ha occupato in maniera seriale immobili del Comune, ma sembrava avesse cessato tale pratica con l'assegnazione di una unità immobiliare comunale ubicata in piazza Domenico Sarro: qui vi abita dalla fine del 2020 dopo una lunga serie di occupazioni «sine titulo», dalla casa natale di Giovanni Bovio a quella del custode della Papa Giovanni XXIII, passando per l'ex guardiania della scuola media Bovio. Con l'assegnazione della casa in suo favore sembrava avesse trovato pace per sé, sua moglie e i cinque figli, all'epoca tutti minori e seguiti dai servizi sociali.
Negli ultimi tempi, però, l'uomo sarebbe più volte tornato a farsi sentire presso gli uffici comunali, invocando interventi di manutenzione straordinaria dell'alloggio in cui vive, che gli sarebbero stati promessi ma non sarebbero ancora avvenuti. Nonostante egli stesso abbia dimostrato, durante le precedenti occupazioni, di essere in grado di svolgere lavori in totale autonomia, questa volta le sue richieste erano che fosse proprio il Comune ad eseguire i lavori. Da qui si sarebbe arrivati all'aggressione verbale nei confronti del dipendente responsabile del procedimento.
L'altra notte, peraltro, la casa del custode della scuola elementare Petronelli è stata danneggiata da ignoti. Inizialmente si era pensato ad un atto vandalico, ma a ben guardare è parso di trovarsi in presenza di un tentativo di occupazione forzata, come la foto del portoncino di accesso sembra abbastanza chiaramente documentare.
Se aggressione in ufficio e danneggiamento della casa del custode siano da mettere in correlazione saranno gli organi competenti a stabilirlo, ma la vicinanza temporale degli stessi ed i rispettivi modus operandi non passano inosservati.

