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Trani, Carroccia canta Battisti e lo Sporting si accende di magia

Gianmarco non è Lucio. E quando ti rechi ad un suo concerto sai bene che ascolterai delle cover. Poi, però, lo spettacolo inizia, ti intrattiene per due ore, scruti il suo volto e ti sembra sia Lucio, ascolti la sua voce e continui a pensare che stia cantando il maestro, presti attenzione agli arrangiamenti e a tratti ti sembra di riascoltare i bei tempi di Giampiero Reverberi. Ed allora, ben presto, trai la tua conclusione: il tempo si è magicamente fermato e tu sei lì a godere di quella magia.

Ieri sera, allo Sporting club, Gianmarco Carroccia ha cantato il meglio di Battisti-Mogol davanti ad una platea gremita in ogni ordine di posto ed effettivamente il pubblico è parso reimmergersi ai tempi di quel binomio quasi indissolubile che ha fatto la storia della musica italiana ed è entrato nel Dna degli italiani, che conoscono quelle canzoni quasi a memoria e se le tramandano di generazione in generazione.

Grazie allo spettacolo voluto dal Consiglio di amministrazione presieduto da Nicola Amoruso, e portato al circolo dall'impresario Oreste Scorcia (che il prossimo 6 agosto farà il bis nello stesso luogo con Mario Biondi), il pubblico dello Sporting ha così rivissuto le magie di 11 album targati Battisti-Mogol, ignorando i successivi sei (di cui uno con testi della moglie, Grazia Letizia Veronesi e cinque firmati da Pasquale Panella).

«Conosco bene anche quei lavori - ci ha detto Gianmarco nell'intervista realizzata prima dello spettacolo -, ed alcuni pezzi li trovo di assoluto livello, ma credo che il pubblico italiano si riconosca soprattutto nei precedenti ed in quel sodalizio in cui tutto riusciva alla perfezione con una incredibile compenetrazione fra musica e testi, che difficilmente si sarebbe mai più raggiunta».

Carroccia, per il suo spettacolo, ha scelto l'ordine cronologico partendo dall’album Emozioni e dalla canzone omonima, che dà il titolo anche al concerto. Nessun riferimento, dunque, alla prima canzone assoluta di Lucio - Per una lira - ed al primo successo riconosciuto dell'artista, Balla Linda.

Le scelte di Gianmarco sono andate sui motivi ritenuti rappresentativi di ogni album, e così ha fatto per tutta la durata del concerto, finendo a Una giornata uggiosa chiusa dalla celeberrima Con il nastro rosa.

Carroccia è andato quasi sempre sul sicuro con i pezzi più noti di Battisti-Mogol, ma qualcosa ce l'ha messa anche di suo andando sulle perle semi nascoste del binomio. E così, da Umanamente uomo il sogno, ha tirato fuori dal cilindro la piacevolmente inattesa Comunque bella. E poi, da La batteria il contrabbasso eccetera, l'ancora più sorprendente Dove arriva quel cespuglio.

In entrambi i casi, come c’era da aspettarsi, l'accompagnamento vocale del pubblico si è affievolito ma lui aveva fatto una chiara scelta artistica in direzione di due brani fortemente connotativi di immagini cinematografiche che dai testi di Mogol emergono alla perfezione soprattutto grazie a musica e voce di Battisti.

Impossibile non citare, oltre quella di Carroccia, la bravura dei musicisti con le scelte del sax al posto dei fiati (in grande evidenza soprattutto nella parte finale di Non è Francesca) ed il violino per richiamare gli arrangiamenti del già citato Reverberi.

Gran parte del repertorio proposto è stato scelto dalla discografia della Numero uno, la casa editrice fondata proprio da Battisti-Mogol, «quella in cui entrambi - ha ricordato Carroccia -, liberi degli schemi, poterono esprimersi al massimo delle loro potenzialità».

Eppure, fino a quel momento storico, c’era stata casa Ricordi, in cui lavorava quella Christine Leroux senza la quale – forse - Lucio non sarebbe mai entrato in una sala d’incisione: Mogol le riconosce tuttora un merito pari al suo; Battisti, invece, ad un certo punto sembrò scaricarla.

Nel finale, rotti tutti gli schemi, l'artista ha accontentato per ben tre volte le richieste di bis retrocedendo al 1971 con La canzone del sole e chiudendo lo spettacolo con Mi ritorni in mente. Tutti in piedi sotto il palco per ballare ed acclamare l'artista, che si è poi intrattenuto per foto e autografi a suggellare una serata daltri tempi.


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