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Trani, aggiudicati i lavori per irrigare i campi con le acque reflue: gli agricoltori incrociano le dita

Settantotto operatori partecipanti, un autentico record. Alla fine la gara è stata aggiudicata a Pasquale Alò srl, di Monopoli, che ha proposto un ribasso del 29,69 per cento sull'importo a base di gara di 5.124.000 euro, aggiudicandosela per 3.550.000.

E così il riutilizzo ai fini irrigui delle acque reflue affinate, licenziate dal depuratore a servizio dell'abitato di Trani, ha finalmente un'impresa esecutrice che a breve, dopo avere firmato il contratto con il Comune di Trani, potrà avviare gli attesi lavori dopo oltre sei lunghi anni di percorso e conseguente attesa.

Ne beneficeranno buona parte dei campi dell'agro di Trani, che tireranno una boccata d'ossigeno prevenendo le drammatiche conseguenze della siccità, e soprattutto gli operatori associati al Consorzio agricoltori tranesi, organismo che a sua volta si era aggiudicato la gara per la gestione dell'impianto da realizzarsi.

La comunicazione della definizione della gara dei lavori è arrivata con una nota del dirigente dell'Area lavori pubblici, Luigi Puzziferri, dello scorso 4 luglio, dopo il lungo esame delle offerte pervenute all'esito della gara, scaduta lo scorso 15 maggio.

Tutto nasce da un corposo finanziamento regionale di quasi 7 milioni, giunto anche grazie all'ex consigliere regionale tranese Mimmo Santorsola. Il progetto aveva preso in qualche modo forma, ma non era mai decollato e soltanto lo scorso 28 marzo 2023, grazie ad una delibera di giunta che ne ha approvato la parte esecutiva, si è compreso perché.

Anche in questa circostanza, infatti, l'incremento dei costi ha posto progettisti ed amministrazione comunale di fronte al classico dilemma: mantenere il progetto come all'origine e sperare in un incremento del finanziamento; stralciarne una parte per rientrare nei costi. La soluzione adottata è stata proprio la seconda, ed infatti l'esecutivo ha espresso l'indirizzo per l'approvazione del primo stralcio funzionale del progetto esecutivo.

Per dirla in soldoni, i progettisti hanno ritenuto che si potesse eliminare una delle vasche previste nel progetto iniziale, senza alterarne la funzionalità generale, pur di appaltarne i lavori al più presto.

Come detto, l'impianto è beneficiario dal 2017 di un finanziamento regionale per un importo complessivo di 6.910.000 euro. Una prima parte di quella somma è andata allo studio Romanazzi-Boscia e associati, che a partire da luglio 2019 ha svolto per 233.000 euro l'incarico professionale per progettazione definitiva, geologo, archeologo, acquisizione di pareri, progettazione esecutiva, direzione lavori, misura e contabilità, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione delle opere.

Approvato tale progetto e completate le analisi ambientali, si sarebbe già dovuto procedere all'emanazione del bando di gara per i lavori. Nel frattempo Comune di Trani e Consorzio agricoltori tranesi avevano già formalmente sottoscritto a febbraio 2021, a seguito di avviso pubblico, il protocollo per la gestione ventennale della rete di distribuzione. Ed intanto erano decorsi i termini per presentare osservazioni con riferimento alle procedure di esproprio per pubblica utilità.

Il progetto definitivo ha integrato e completato un intervento di adeguamento del depuratore, oggetto di un separato finanziamento di 1.250.000 euro, tuttora in fase di realizzazione.

Il progetto in questione, invece, prevede che all'interno dell'area del depuratore saranno realizzate le seguenti opere: una vasca di accumulo da 300 metri cubi, con gruppo di pompaggio per il sollevamento delle acque affinate dall'impianto depurativo ad una vasca di accumulo centrale; una vasca di accumulo centrale da 2.300 metri cubi, con tre distinti gruppi di pompaggio per il sollevamento ad altrettante vasche di accumulo secondarie.

Al di fuori dell'impianto di depurazione, e segnatamente in agro di Trani, era stata prevista la realizzazione di tre distinte vasche di accumulo secondarie, rispettivamente da 1.300, 820 e 820 metri cubi, in cui possono essere accumulate anche le acque di falda proveniente dai pozzi artesiani gestiti dal Consorzio agricoltori tranesi, le cui condotte passano in vicinanza delle vasche stesse. Ebbene, una delle due vasche da 820 metri cubi non sarà realizzata, mentre resteranno l'altra di pari capienza e quella di volume superiore. 

Ogni vasca è attrezzata con un proprio impianto di spinta, che consente di immettere nelle reti esistenti sia le acque affinate che quelle di falda.

L'ubicazione delle vasche prevista dal progetto definitivo tiene conto, oltre che delle specifiche esigenze del consorzio, anche della distanza delle vasche dal confine stradale.

Secondo quanto si legge in delibera, lo studio Boscia ha garantito che lo stralcio della cosiddetta «vasca numero 2» e relativa condotta di alimentazione «non incida sull'opera, rendendola in ogni caso immediatamente fruibile per gli scopi e le funzioni cui deve assolvere».

Peraltro il responsabile del gruppo di verifica, l'ingegner Luca Casulli, direttore tecnico della società Engineering techno project, nella sua valutazione di competenza ha rilevato «alcune difformità che tuttavia si ritiene non siano ostative alla verifica positiva del progetto».


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