Un contributo artistico di rilievo per la festività patronale di Trani, anno 2023 che vede la presenza nella nostra città delle reliquie del Santo protettore d’Italia, San Francesco d’Assisi, arriva dall’artista tranese, Prof.ssa Maria Antonietta Laraia, ‘maestra iconografa’ dedita all’arte delle sacre immagini in stile bizantino, che realizza secondo le tecniche tradizionali, da più di 20 anni.
È proprio a Trani che, nel lontano anno 2000, ha inizio il suo ministero a servizio della chiesa che la porta, dopo svariati corsi di approfondimento e collaborazioni nazionali, a specializzarsi in iconografia sacra negli stili di entrambe le scuole, russa e greca. Inizia a tenere, in qualità di maestra, corsi di iconografia per la sua Arcidiocesi di appartenenza, Trani-Barletta-Bisceglie, a partire dall’anno 2010. Si devono a lei le copie delle più importanti icone mariane tranesi, venerabili in strutture ecclesiali. Definita una delle nostre eccellenze locali, per sua mano è anche l’immagine di San Nicola il Pellegrino (vedi foto) che, già da anni, ha avuto approvazione del Clero della sua Arcidiocesi. L’immagine riprodotta, vede un San Nicola a mezzo busto che riprende il modello, a figura intera, dell’antica e preziosa tavola con scene della vita del santo del XIV secolo, attualmente custodita presso Polo Museale Diocesano della Città di Trani, la stessa immagine identificativa del santo, conosciuta e proposta alla devozione popolare che, in questa, riconosce l’effigie del proprio santo Patrono, la stessa che ciascuna Parrocchia di Trani possiede per la ‘giornata di sensibilizzazione al culto del nostro San Nicola’.
Per questo la professoressa Laraia ha cercato di realizzarne una versione moderna, ovvero, contemporanea, senza distaccarsi dai canoni che rendono l’immagine riconoscibile e identificabile a tutti. L’icona, realizzata su tavola in tiglio, dorata e punzonata, è dipinta con la tecnica della tempera all’uovo ed è corredata da iscrizioni identificative del santo: il suo nome e il 'Kyrie eleison' che compare sulla cornice dorata, in basso alla tavola. È raffigurata anche una miniatura della Cattedrale in Stile Romanico a lui dedicata e una mano di Dio benedicente alla greca che appare dai 'cieli aperti', in alto a sinistra, il cosiddetto 'mandato divino'. Il santo regge in una mano una croce di forma orientale, mentre, l’altra, è aperta e portata al petto in un gesto di protezione. San Nicola veste una tunica, bardata da due clavi decorati, cromaticamente realizzata con lo stile del cangiantismo (lumeggiature da tonalità calde a tonalità fredde), simbolo dell’eterno dualismo presente in tutte le icone tra natura umana e natura divina; è presente anche la scarsella o borsa del pellegrino. L’ovale del volto e la capigliatura del santo, sono direttamente ripresi dai modelli di gran gusto delle icone custodite presso il Monastero di S. Caterina del Sinai.
L’immagine dell’icona è presente sulla locandina relativa alla rappresentazione storica, di alcune scene in onore di San Nicola il Pellegrino e San Francesco d’Assisi, in scena questo venerdì a cura dell’Associazione Xiao Yan, in collaborazione con il Comitato Feste Patronali.
Questa immagine è il personale contributo artistico della professoressa Laraia per una ricorrenza tutta ecumenica che, legando due santi animati da medesima spiritualità e fervente amore, furono definiti ‘saloi’ o santi 'Folli in Cristo'. A ciò si unisce l’ufficiale notizia dell’inserimento del nostro Patrono tra i santi canonizzati della chiesa greca.

