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Operaio morto a Trani, disposta autopsia e operato un sequestro. Si e Uil: «Stop cantieri nelle ore più calde»

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani ha disposto l'autopsia sul corpo del 53enne Arcangelo Sifo, il 53enne operaio deceduto ieri mattina fra i ponteggi di uno stabile in via Fiume.

Come già riferito ieri la Asl Bt, i cui funzionari dello Spesal sono subito giunti sul posto, ha fatto sapere che non si sarebbe trattato di un incidente sul lavoro, ma con ogni probabilità di un infarto: l'esame autoptico servirà a confermarlo.

Nel frattempo, quale atto dovuto,  è stato aperto un fascicolo ed i Carabinieri hanno operato un sequestro cautelativo di parte del cantiere.

Sulla vicenda hanno espresso cordoglio e vicinanza alcuni movimenti politici e sindacati. Michele Rizzi, segretario provinciale di Sinistra italiana, pur prendendo atto dello scenario finora rilevato, aggiunge che «è anche chiaro che le elevate temperature di questi giorni rendono decisamente molto pericolosi questi generi di lavori, usuranti e con una forte esposizione al sole e ad un caldo asfissiante. Infatti, non dovrebbero essere svolti in fasce orarie e giorni in cui le temperature sono molto elevate, perché l'incolumità dei lavoratori deve venire prima di qualsiasi attività».

Resta in Rizzi l'amara considerazione del fatto che «purtroppo ogni giorno assistiamo a morti sul lavoro o per il lavoro, una vera strage senza fine. Lavori spesso precari e svolti senza le minime elementari norme di sicurezza. Sinistra italiana rimarrà in prima fila nella difesa dei lavoratori e delle loro condizioni lavorative».

Sulla stessa falsariga Mimmo Cognetti, segretario cittadino della Uil, che parla di «una ulteriore morte dovuta a cause di lavoro che poteva essere tranquillamente evitata. Difatti, il Governo è rimasto silente rispetto ai numerosi appelli lanciati dalle organizzazioni sindacali e finalizzati ad individuare le misure più idonee, a tutela dei lavoratori, per fronteggiare l’ondata di caldo che ha interessato il nostro Paese in queste settimane. Sarebbe stato opportuno, a titolo di prevenzione, estendere anche al settore edile le disposizioni emesse con ordinanza a livello regionale, e che inibiscono al lavoro gli operai agricoli nelle ore più calde fra le 11.30 e le 16.30».

La richiesta del sindacato è «una volta per tutte, interrompere questa emorragia per evitare di piangere ulteriori morti sul lavoro. Sperando che nel più breve tempo possibile il Governo, in ottemperanza alle rivendicazioni operate dai sindacati, riesca a fronteggiare tali problematiche previa l’adozione di appositi provvedimenti sia a livello legislativo, sia regolamentare».


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