Torna a spiazzare e fare discutere l'artista tranese Dario Agrimi ad Andria, con le sue opere ed installazioni in occasione del festival Castel dei mondi, prossimo a partire nella città co-capoluogo di provincia.
La sua nuova opera, realizzata in silicone, resina argilla e materiali vari, si chiama Golem e anticipa - come detto - la 27ma edizione della manifestazione culturale che rappresenta un classico dell'estate andriese. La base misura 90x182x182 cm, la scultura misura 220x90x60 cm.
Agrimi già lo scorso anno aveva realizzato in piazza Catuma due installazioni che avevano catturato l'attenzione del pubblico e aperto discussioni, confronti e polemiche: un uomo in bilico nel vuoto (Sofisma); una donna con la fronte appoggiata al muro e ad esso perpendicolare (Voli pindarici).
Golem appare invece come un uomo rivestito di materiale di varia natura fra fango, argilla e detriti, di cui a malapena si scorgono i tratti del volto ed uno sguardo perso nel vuoto che sembra confermare e rafforzare la precarietà della condizione umana.
Particolare che non appare secondario, Golem si erge su un piedistallo quasi a rappresentare il paradosso di chi crede di possedere tutte le conoscenze del mondo ed essere superiore agli altri ma invece, come l'opera di Agrimi mostra, è desolatamente nudo e avvolto nel degrado della sua condizione fragile.



