Si è svolta nel piazzale del Tempio di San Giuseppe a Bisceglie la terza edizione del «Premio nazionale Don Uva», dedicato al Venerabile prete di origine biscegliese per celebrare la sua importante missione a beneficio degli “ultimi”, ai quali ha dedicato tutta la sua vita, realizzando grandi opere. L'evento è organizzato da Universo Salute - Opera Don Uva in collaborazione con Fondazione S.e.c.a., Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza e “Libri nel Borgo Antico”, con il patrocinio di Regione Puglia, Provincia di Barletta - Andria - Trani e Comune di Bisceglie.
Il prestigioso riconoscimento è andato a S.E.R. Mons. Francesco Savino, Vescovo di Cassano all’Jonio: «Per aver istituito - come si legge, tra l'altro, nella motivazione - una vera e propria clinica del corpo e dello spirito orientata verso i più sofferenti con un impegno costante e concreto, per la sua intensa opera ministeriale prima ed episcopale in seguito, sempre impegnato nel sociale e nella carità». Nelle sue parole di ringraziamento il riferimento a Papa Francesco che nell’omelia tenuta in San Pietro, durante la messa per la celebrazione della Giornata mondiale dei poveri, ha citato con una sua folgorante intuizione le parole dette da don Tonino Bello ovvero: «Organizzare la speranza» tradurre, come sull’esempio don Uva, la speranza in vita concreta, l’impegno in carità, in scelte e gesti concreti di attenzione, giustizia, solidarietà, cura delle sofferenze dei poveri affinché anche la speranza degli ultimi possa rinascere.
L’evento è stato condotto magistralmente da Alfredo Nolasco. Tra i protagonisti della serata l’Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie Mons. Leonardo D’Ascenzo, che ha sottolineato l’importanza della figura umana e spirituale di Don Uva, lui fondatore della «Casa della Divina Provvidenza» don Pasquale Uva ha sempre posto al centro della sua azione i poveri e gli ammalati, i privi di pane e di medicine, cercando di sensibilizzare l'attenzione dell'amministrazione comunale della sua città, per attuare interventi a favore dei più deboli. Nel corso della serata, gli interventi dell’amministratore delegato Avv. Luca Vigilante, che ha marcato l’importanza dei valori insiti dell’operato di tutti e di un’opera che sarà sempre viva grazie all’abnegazione, guidati da quello che è stato, insieme all’opera di Padre Pio e di molti altri, il primo esempio di Welfare.
Protagonista assoluto lui, Don Uva (interpretato da Uccio Carelli) che in “un’intervista impossibile” si è palesato davanti agli occhi del folto pubblico raccontando com’è nata la sua opera e come sia essenziale la sua continuità. Non sono mancate le sorprese musicali e teatrali: come il monologo dell’artista Cosimo Damiano Damato sul tema della sacralità della poesia e il suo impegno civile, con musiche di Bach, eseguite al violoncello da Riviera Lazeri, recentemente l’artista è stato presente con Simona Molinari a Trani per lo spettacolo «El Pelusa y la Negra», la storia cantata di Maradona e Mercedes Sosa a Palazzo Beltrani e in villa comunale con il cantautore Raf per la presentazione in chiave musicale del libro «La mia casa» (Mondadori).Damato nel suo monologo ha regalato al pubblico la bellezza della poesia, evidenziando alcuni degli autori poetici che meglio toccano con mano gentile le corde sottili dell’umanità, ricordando poi che Papa Francesco in un incontro con gli artisti ha voluto si suonasse una sinfonia di Bach con uno strumento creato con il legno di un barcone proveniente da quello stesso mare teatro di grandi tragedie. Tutto proviene dal mare: Santi, parole e culture, l’arte segue le direzioni di una vela che ci porta nella giusta via, lo sguardo diviene strumento di profondità che come quello di un bambino che si muove nello spazio della creazione, il sogno è l’universo che ci guida e ci tiene per mano nella realizzazione della bellezza.
Al pianoforte le incursioni musicali di Beppe Summo e la magnifica voce di Vanna Sasso. Consulenza artistica del regista Gianluigi Belsito e di Uccio Carelli. La conclusione della serata è stata affidata allo show multimediale dal titolo "È bella la nostra storia" della ResExtensa Dance Company: uno show dedicato al Venerabile, ideato e creato da Elisa Barucchieri - con la consulenza drammaturgica di Loredana Brescia - proprio per il Premio Don Uva, a conclusione della rassegna nazionale “Libri nel Borgo Antico”. Uno show di danza tra terra e aria, narrazione, proiezioni immersive, acrobatica per narrare della meraviglia della parola - scritta, narrata, raccontata - che partendo dalla magia della lettura arriva a scoprire la grazia di un figlio di modesti contadini, poi diventato Venerabile, che emoziona ancor oggi, come allora.
