«Sono stato personalmente sul ciglio di quella cava e posso confermare che, in alcuni momenti, l'aria è davvero irrespirabile. Quell’odore acre ti entra nella gola e quasi ti toglie il fiato, ti fa bruciare gli occhi e speri solo che il vento lo faccia subito girare da qualche altra parte».
Così l'ex candidato sindaco ed ex assessore comunale della prima amministrazione di Amedeo Bottaro, Domenico Briguglio, che ieri mattina ha richiamato in piazza della Repubblica i cittadini per stimolare la comunità intorno alla necessità di fare chiarezza intorno alla cava dismessa di contrada Monachelle, che continua lentamente, ma incessantemente, a fumare a seguito di combustione di materiale plastico, e forse non solo quello, che Briguglio ipotizza essere tossico.
Obiettivo della manifestazione, trarne la forza dalla voce della gente per invocare interventi concreti, che ancora sembra non si siano visti. «Solo se siamo in tanti possiamo farci ascoltare ed evitare che questa delicata situazione cada nel dimenticatoio – ha spiegato il neo coordinatore cittadino di Azione -. La cosa che mi ha stupito è l'avere verificato personalmente l’effettiva presenza di fumi nella cava costante nel tempo, la mancanza di una efficace delimitazione del sito, la totale assenza di chicchessia: non ho visto né il privato proprietario de sito, né rappresentanti delle istituzioni, né operatori specializzati per effettuare saggi, prelievi e carotaggi per capire che tipo di materiale stia bruciando. Non siamo a conoscenza della tossicità dei fumi e quanto siano nocivi per la salute in base a mirate analisi, ma intanto quell’odore acre investe ormai da tempo la città procurando un chiaro senso di irritazione all'apparato respiratorio. Non sappiamo cosa stiamo respirando – conclude Briguglio -, ma i cittadini sono stanchi e chiedono risposte».




