Come ampiamente prevedibile alla vigilia, ha vinto la linea del sindaco Amedeo Bottaro: proporre alla Regione Puglia un solo istituto comprensivo. E proprio questo ha deliberato la giunta comunale, in risposta al disegno di Bari di creare due istituti verticali: la controproposta di Trani, adesso ufficiale, è la formazione di un solo istituto comprensivo composto dal Terzo circolo didattico D'Annunzio e dalla scuola media Rocca Bovio Palumbo.
Dunque, Palazzo di città non ha tenuto conto del progetto regionale di creare due comprensivi: il primo fra D'Annunzio e Bovio-Palumbo; il secondo fra Primo circolo didattico De Amicis e la sola scuola media Rocca, scorporata dalla Bovio Palumbo giacché i plessi sono distinti e distanti.
L'ipotesi di partenza, fortemente caldeggiata proprio dal De Amicis, con a sostegno una raccolta di 815 firme rilasciate dai genitori degli alunni, non è stata tenuta in considerazione dall'esecutivo. Ignorata anche la proposta dell'ultima ora del gruppo di maggioranza Con, per realizzare ben tre istituti comprensivi unendo verticalmente anche il Quarto circolo Beltrani con la scuola media Baldassarre.
L'orientamento della non unanime maggioranza del tavolo di confronto del 14 settembre scorso, condiviso anche dalle sigle sindacali successivamente consultate, ha mirato all'obiettivo di «rinforzare il senso di appartenenza degli abitanti - prosegue la delibera -, del loro senso di comunità in un'ottica di eterogeneità, inclusione e senso di appartenenza, considerando altresì l'espansione edilizia che sta investendo la zona centro in cui si trova il De Amicis». Da qui da proposta alternativa a quella avanzata della Regione Puglia.
Adesso il provvedimento viene trasmesso all'Assessorato al diritto allo studio della Regione Puglia per le consequenziali determinazioni, ma non è per nulla scontato che Bari accetti supinamente la proposta di Trani. Al contrario, in Regione si potrebbe continuare ad operare valutazioni di altra natura, che eventualmente suggeriscano un dimensionamento scolastico diverso e più a lunga data rispetto a quello prospettato da Palazzo di città teso a risolvere il problema nell'immediato.
