Il Monastero di Colonna torna ad avere un gestore grazie alla «revoca della revoca» dell'affidamento In concessione del bene. È quello che è accaduto a Palazzo di città con il nuovo provvedimento emanato dal dirigente al ramo, Alessandro Attolico, che ha annullato la determina con cui lo scorso 13 luglio aveva revocata la concessione della struttura posta a capo della penisola di Colonna. Con quell'atto, il Comune aveva negato il subentro della società Syremont in seguito alla fusione per incorporazione del concessionario Agorasophia Edutainment.
Il monastero, dopo essere stato oggetto di lunghi lavori di restauro, nel 2016 veniva dichiarato museo archeologico ponendone a gara l'affidamento in concessione quinquennale: il bando veniva aggiudicato alla Agorasophia per complessivi 94.000 euro, di cui 39.000 una tantum per le attività di startup (pulitura, catalogazione, restauro e allestimento museografico dei reperti) e 55.000 a titolo di rimborso onnicomprensivo delle spese per le utenze.
Nel frattempo, però, una serie di criticità in numerosi ambienti della struttura non consentivano al concessionario di entrare in possesso del bene poiché il Comune di volta in volta era costretto ad eseguire lavori di sistemazione, tuttora non conclusi. Il contratto fu siglato solo il 27 dicembre 2019 quando, pagando subito la prevista una tantum di 39.000 euro, ma non si riusciva a consegnare il bene.
Nel frattempo, a gennaio 2022, la Syremont di Rose, in provincia di Cosenza, comunicava a Palazzo di città di avere incorporato per fusione la Agorasophia. Trani effettuava le doverose verifiche d'ufficio, all'esito delle quali emergeva una posizione di debito della società nei confronti dell'Agenzia delle entrate di Cosenza di per 7.900 euro. Non essendo la controparte riuscita a fornire adeguate delucidazioni in merito a tale problema, il dirigente prendeva atto della persistenza del debito e a luglio revocava l'affidamento In concessione del 2019.
Da quel momento scendevano in campo le diplomazie ed il 12 settembre scorso, in un incontro fra le parti a Palazzo di città, si conveniva sull'opportunità di giungere ad una risoluzione consensuale del contratto a seguito di transazione. In particolare l'avvocato Michele Capurso, responsabile dell'Ufficio legale del Comune, nel suo parere consigliava di procedere all'accordo «per non esporre l'ente all'alea di un contenzioso con rischio di soccombenza e conseguente pesante ricaduta economica sul bilancio dell'ente».
Per chiudere la transazione la società ha così chiesto, ed ottenuto, il pagamento della restante somma di 53.000 euro, ad integrale ristoro di un danno patrimoniale subito che in realtà, secondo quanto prospettato dal legale della Syremont, sarebbe maturato fino a quasi 500.000 euro.
Infatti la società cosentina aveva elaborato un piano industriale, previsto investimenti per cucine, arredi e tecnologie, nonché cineteatro e bookshop, ed aveva sostenuto spese per circa venti viaggi di professionisti, tecnici ed amministratori per incontri e sopralluoghi, oltre ad avere pagato una polizza fideiussoria. Inoltre, la Siremont riusciva a dimostrare che il debito con le Entrate si sarebbe assestato al di sotto della soglia di tollerabilità di 5.000 euro.
Dunque, il monastero torna ad avere un concessionario e questa è una notizia non da poco. Ma è anche vero che a breve tornerà a chiudersi poiché il periodo estivo, con le aperture parziali effettuate grazie ai percettori del reddito di cittadinanza, si sta concludendo.
Nei giorni scorsi si è tenuta una pregevole mostra di alta moda promossa dalla rinomata azienda locale Nugnes 1920. L'anno scorso avevano brillato i gioielli di Giovanni Raspini. Si sono svolti concerti pianistici e serate di musica elettronica, ma il Monastero di Colonna resta ancora una piccola, grande incompiuta: l'unico passo avanti è che, almeno non si dovrà bandire una nuova gara per la sua concessione, e soprattutto, si sono evitate le aule di un tribunale.
