«Quei rifiuti sono lì da oltre una settimana, ma nessuno è ancora intervenuto per rimuoverli». A denunciarlo è il consigliere comunale di minoranza, Michele Centrone, con riferimento alla scena che si presenta nel bel mezzo della Strada provinciale 189, in pieno agro di Trani e nella zona di via Andria, non distante Sp1 che unisce le due città.
La strada, che si sottolinea essere provinciale, è occupata da un gran numero di rifiuti, costituiti in particolare da fusti e taniche che sembrano i residui della lavorazione di aziende manifatturiere del luogo. All'interno ci sono colle e solventi e, pertanto, quei rifiuti possono essere classificati come speciali.
Per almeno quattro giorni gli stessi sono rimasti al centro della strada rendendo quasi impossibile il transito dei veicoli. L'ostacolo è stato aggirato con gran fatica dagli utenti di quella che i contadini e gli operatori della zona chiamano la «via Roma dell'agro di Trani», poiché con la sua larghezza rappresenta un autentico corso principale per chi utilizza quella parte di territorio della città. Poi un cittadino di buona volontà, armatosi di guanti e pazienza, ha spostato i rifiuti almeno sul ciglio della carreggiata strada.
La segnalazione della loro presenza è stata fatta proprio da Centrone alla Polizia locale. La Polizia locale dovrebbe avere già informato la Provincia di Barletta Andria Trani per la rimozione di quel materiale, poiché la competenza è provinciale. La Provincia di Barletta Andria Trani ha ben cinque consiglieri tranesi e gli uffici a Trani, neanche a grande distanza dal luogo in cui si trovano quei rifiuti potenzialmente nocivi. Non è della partita Amiu, non competente sia territorialmente (strada provinciale), sia per tipologia di rifiuto (non assimilabile agli urbani).
La speranza è che qualcuno prenda a cuore il problema, «anche perché la ulteriore permanenza di quel materiale sul ciglio della strada - osserva Centrone - potrebbe invogliare altri incivili a fare lo stesso, favorendo un considerevole aumento del numero dei rifiuti presenti».





