Stabilimento balneare, esercizio di somministrazione di bevande e alimenti, servizi culturali, servizi ricreativi e sportivi: diventerà questo la ex sciala del cavaliere Antonio De Simone, situata sul lungomare Cristoforo Colombo e già da diversi anni ritornata nella disponibilità del Comune di Trani a seguito del fallimento della società e della scadenza della concessione demaniale.
Proprio in virtù di questo secondo, fondamentale elemento, Palazzo di città da tempo aveva manifestato la necessità di porre a gara la concessione del bene insieme con la relativa licenza demaniale: finalmente, dopo tanta attesa, il bando di gara mediante procedura aperta, gestita tramite piattaforma telematica Empulia, è arrivato. Ad emanare l'avviso pubblico il dirigente dell'Area urbanistica e demanio, Andrea Ricchiuti, dando così esecuzione alla delibera di giunta comunale che porta la data del 7 marzo 2022.
Dunque, c'è voluto un anno e mezzo dall'atto di indirizzo dell'esecutivo all'esperimento della procedura di evidenza pubblica per l'esercizio In concessione di una attività turistico ricreativa su questa area demaniale marittima: obiettivo, riqualificarla e valorizzarla.
Il compendio demaniale che, come detto, era originariamente utilizzato per la stabulazione dei mitili, oggi versa in uno stato di forte degrado e pertanto, attraverso questo procedimento, «si vuole attuare una complessiva riqualificazione del sito - si legge nel bando - restituendo così alla collettività un'area demaniale attrezzata principalmente per servizi balneari e, auspicabilmente, anche per servizi ricreativi sportivi e culturali».
Infatti, le quattro tipologie di servizi elencati in apertura potranno essere tutte presenti, o anche solo parzialmente: chiaramente, chi le includesse tutte nella sua offerta sì procurerebbe un vantaggio rispetto agli altri candidati alla concessione del bene.
L'estensione del sito è di poco più di 3000 metri quadrati e comprende piazzali, opere di difesa marina e manufatti. La durata della concessione demaniale marittima, a partire dalla data di registrazione dell'atto di concessione, potrà avere una durata massima di 20 anni versando a Palazzo di città un canone demaniale annuale a partire da poco più di 9.000 euro. I maggiori punteggi previsti per la aggiudicazione del bando saranno legati alla tipologia e qualità dei servizi offerti, nonché alla qualità architettonica e compatibilità paesaggistica del progetto. Il termine ultimo entro cui fare pervenire le offerte è il 31 ottobre 2023.
Il Tribunale di Trani aveva dichiarato fallita la De Simone Vincenzo & C. Sas (ultima ragione sociale dell'attività commerciale) il 25 ottobre 2013. Alla data del fallimento, la concessione demaniale relativa a quell'area risultava essere scaduta sin dal 31 dicembre 2010, così che la stessa non è mai stata acquisita alla procedura fallimentare quale posta attiva della società in bonis.
Dunque, l'unico soggetto giuridico legittimato a confrontasi con imprenditori, locali e non, interessati alle sorti dell'area in questione, è stato soltanto il Comune di Trani. E la citata delibera di giunta del 2022 rimarca proprio questo aspetto, ponendo in rilievo il fatto che «sulle aree e i manufatti presenti nel sito non sussiste più alcun diritto da parte di terzi soggetti (concessionari) o enti sovraordinati. Pertanto sono nella piena disponibilità del Comune di Trani, secondo quanto previsto per legge».
Ed il sostanziale cambio di destinazione d'uso avviene in ragione del fatto che «l’attività di stabulazione dei mitili, nelle forme in cui veniva esercitata presso la sciala De Simone, lungo il waterfront urbano, non è più compatibile con lo sviluppo turistico della città ed il pregio paesaggistico ed ambientale dei luoghi».
Peraltro, la ex sciala De Simone sorge in totale adiacenza con l'ex ristorante Cristoforo Colombo, altro bene abbandonato dall'ultimo concessionario e pronto ad essere messo a gara insieme con la concessione demaniale. La circostanza che ha visto bandire la gara per la sola ex De Simone fa comprendere che il Comune intende mantenere separati i due compendi demaniali, evitando di formarne uno solo esageratamente grande.
Sarà in ogni caso interessante comprendere se la futura asta per l'ex Cristoforo Colombo sarà riferita anche in questo caso alla ristorazione ovvero, proprio come avvenuto per la ex De Simone, si vorrà eventualmente pensare ad un'altra destinazione.
Tornando e chiudendo con la gara che riguarda l'ex sciala De Simone, è da osservare come la scadenza del bando sia alquanto ravvicinata se comparata con quella dell'ex Pizzeria da Felice: 31 ottobre contro 29 dicembre. Sarà un tempo congruo per tutti i candidati, affinché presentino una proposta adeguatamente strutturata?
