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Discarica di Trani, processo ai titoli di coda: chieste condanne fra uno e tre anni

Massima richiesta di condanna 3 anni, minima 1. In mezzo a tante assoluzioni e non doversi procedere per intervenuta prescrizione. È il quadro della requisitoria svolta oggi dal Pubblico ministero del processo cosiddetto «Disastro ambientale», Francesco Tosto (succeduto ai colleghi Ruggiero e Vaira), relativo ai fatti che portarono alla chiusura della discarica di Trani nel settembre 2014.

La pena più alta è stata chiesta per il progettista ed ex direttore dell'impianto di discarica e di Amiu, Michele Zecchillo: 3 anni di reclusione con attenuanti generiche e non doversi procedere per gli altri capi di imputazione.

Chiesto un anno e mezzo per gli ex sindaci Giuseppe Tarantini e Luigi Riserbato per un solo capo d'accusa, relativo proprio all'ipotesi del concorso in disastro ambientale. Per Tarantini vi sono inoltre assoluzioni per alcuni capi d'accusa e non luogo a procedere per prescrizione per altri. Per Riserbato non doversi procedere per i restanti capi d'accusa.

Richieste di assoluzione per i due ex assessori all'ambiente, Giuseppina Chiarello e Giuseppe De Simone, per non avere commesso il fatto. Stessa formula proposta per l'ex dirigente dell'Ufficio tecnico, Giuseppe Affatato.

Capitolo amministratori di Amiu di quel periodo. Cominciamo dall'ultimo Consiglio di amministrazione dell'ex municipalizzata, nominato da Tarantini: chiesti 2 anni di condanna per il presidente, Francesco Sotero, e non doversi procedere nei suoi confronti per altri capi d'accusa; chieste assoluzioni per i due componenti di quel Cda, Francesco Di Toma e Pasquale Sorrenti, per non avere commesso il fatto. Proposti al collegio 2 anni e sei mesi, e non doversi procedere per gli altri capi d'accusa, per l'ex Amministratore unico di Amiu Antonello Ruggiero, succeduto a quel consiglio di amministrazione su nomina di Riserbato.  

Richieste di assoluzione per i funzionari di Amiu Domenico Angiolella e Antonio Peluso, come pure per i chimici incaricati da Amiu per le analisi dei pozzi della discarica, Pasquale ed Elio Abbaticchio.

Richieste di condanna a 1 anno per quattro funzionari regionali: Antonello Antonicelli; Giuseppe Tedeschi, Giuseppe Maestri; Caterina di Bitonto. Tutti, a vario titolo, avrebbero concorso al disastro ambientale attraverso le determinazioni dirigenziali di conferimento di rifiuti extra bacino nella discarica di Trani. Per loro chiesto il non luogo a procedere per altri capi di imputazione per intervenuta prescrizione. Infine, sanzione pecuniaria per Amiu Spa pari a 200.000 euro.

Questi i reati contestati a vario titolo: disastro ambientale; omissione d’atti d'ufficio; gestione continuata di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione Aia ed emissioni in atmosfera non autorizzate.

Secondo la tesi dell'accusa, l'assenza di un impianto di captazione del biogas avrebbe determinato un eccesso di presenza del materiale all'interno della discarica, con la conseguenza di un'enorme pressione che determinava l'uscita di percolato senza controllo da alcune tubazioni, ma anche, e soprattutto, la spinta verso i bordi della discarica e quindi la concreta possibilità che sia stato proprio quello il motivo dell'incidente alla base della dispersione di percolato in falda che causò la chiusura della discarica il 4 settembre 2014. Per la pubblica accusa sarebbe stato concreto anche il rischio di un'esplosione.

Il prossimo 19 ottobre nuova udienza per le richieste al collegio (presidente Corvino, a latere Pedone e Ruggeri) delle parti civili. A seguire le repliche delle difese, compresi i legali degli imputati per i quali è stata chiesta l'assoluzione.


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