A distanza di circa una settimana dalla pubblicazione della precedente notizia, ci troviamo a tornare sul Monastero di Colonna e sulla sua concessione.
Ebbene, a dispetto di quanto recita testualmente l'oggetto della determinazione dirigenziale di cui ci eravamo occupati - Revoca ex art. 21 quinquies l. 241/1990 della d.d. n. 1106 del 13.07.2023, ad oggetto “presa d’atto dell’avvenuta fusione per incorporazione della società Agorasophia edutainment s.r.l. nella società Syremont monument management s.p.a., ex art. 2501 e ss. c.c., e conseguente diniego al subentro della Syremont m.m. s.p.a. nel contratto del 27.02.2019, rep. n. 4314” (cig: 687467bbe) -, quello che oggi è nostro dovere precisare è che, secondo quanto si legge al punto numero 5 della determinazione stessa, il Comune di Trani ha preso atto della «risoluzione consensuale del contratto per l'affidamento In concessione della gestione integrata dei servizi del museo archeologico del Monastero di Colonna e dell'area archeologica antistante, perfezionata tramite la sottoscrizione dell'accordo transattivo con la società Syremont monument management Spa».
Dunque, la Syremont era formalmente tornata ad essere concessionario del Monastero ed il Comune di Trani ha siglato con essa una transazione con la stessa società per evitare eventuali danni in un giudizio che si sarebbe potuto da lì a poco innescare vedendo Palazzo di città soccombente. Ma alla fine la stessa Syremont, evidentemente paga di quanto ottenuto, ha rinunciato a gestire il bene.
Di tutto questo, però, va anche detto che nella determinazione dirigenziale firmata dalla figura apicale del settore, Alessandro Nicola Attolico, non sembra si parli se non proprio in quel punto 5 che passa quasi inosservato e ci è stato correttamente fatto notare.
Dunque non solo per dovere di cronaca, ma anche per la portata stessa della notizia, oggi la completiamo così come effettivamente è. Ma ci teniamo a precisare che la determinazione dirigenziale (che alleghiamo sotto), sia nel suo oggetto, sia nel suo svolgimento, era sembrata essere semplicemente, come avevamo titolato, la «revoca della revoca della concessione»: in precedenza la Syremont era risultata non avere il titolo per gestire il Monastero; con questo provvedimento sì.
Alla fine dello stesso, in poche righe alla fine di ben 17 pagine, si apprende della sua rinuncia a gestire il bene con la risoluzione del contratto. Apparentemente senza motivazioni individuabili nelle pagine precedenti.
Dunque, il Monastero di Colonna oggi è libero da qualsiasi concessionario e pertanto il Comune di Trani si trova davanti ad un bivio: gestire il bene in house; emanare una nuova gara per il suo affidamento in concessione.
