Quella di ieri non è stata proprio una mattinata come le altre nel lungo e tormentato percorso alla ricerca della verità sulla morte del giovane chef Raffaele Casale, avvenuta in circostanze ancora da chiarire il 16 agosto 2017.
Infatti, nella tarda mattinata, le parti coinvolte nell'incidente probatorio in merito al procedimento penale riguardante l’accertamento di ulteriori circostanze che potrebbero avere concorso a determinare la caduta mortale del 26enne motociclista in via Martiri di Palermo, si sono ritrovate proprio nel luogo che fu scena dell'incidente per un sopralluogo con rilievi fotografici. E questo ha provocato soprattutto nel padre dello chef, Felice, costituito parte civile, un comprensibile turbinio di emozioni.
A convocare gli interessati sul posto era stato l'ingegnere forense Mario Scipione, incaricato dal Gip del Tribunale di Trani, Lucia Anna Altamura, della perizia da esperire in vista dell'incidente probatorio, la cui data era già stata fissata lo scorso 11 luglio al 14 novembre. In quella occasione si era tenuta l'udienza di assunzione del mezzo di prova. All'udienza camerale del 14 novembre si arriverà con la perizia rilasciata, così che il Gip potrà sentire le parti sulle basi di quanto ricostruito dal professionista.
L'ipotesi al vaglio, prospettata dal Pm Roberta Moramarco, è «concorso in omicidio stradale», poiché proprio l'incidente probatorio ha reso necessario estendere il numero delle persone indagate da una a cinque persone. A tale quadro si è giunti dopo che Il Gip, rigettando la richiesta di archiviazione formulata dal Pm, lo scorso 12 aprile aveva disposto altri sei mesi di indagini ed allora il Pm aveva chiesto ed ottenuto l'incidente probatorio.
La prima, una 40enne, era già presente nel fascicolo d'indagine poiché alla guida di una vettura che procedeva su quella strada in prossimità della moto guidata da Casale. Insieme con lei adesso, per asserite responsabilità degli enti pubblici interessati alla sicurezza del luogo del sinistro, quattro fra dirigenti e funzionari comunali, nonché un ex amministratore di partecipata.
La donna è indagata per una ipotizzata manovra imprudente del veicolo che conduceva. I restanti indagati, per le rispettive competenze, per lo stato di manutenzione della sede stradale, della pista ciclabile, delle alberature, della pubblica illuminazione, della segnaletica stradale, nonché per il livello di efficienza della pulizia della sede stradale.
Raffaele Casale stava percorrendo via Martiri di Palermo a bordo della sua moto e ritornava con amici, gli altri tutti in auto, verso Trani per un caffè dopo che aveva terminato il suo lavoro al ristorante ed era stato in una villa per un bagno notturno: per cause che proprio l'incidente probatorio è chiamato a chiarire, Casale perse il controllo del mezzo che conduceva finendo fuori strada e morendo praticamente sul colpo.
