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Palazzo Beltrani, questo venerdì parte lo spettacolo «La rocca di Giustina»

Ricco calendario di eventi per valorizzare la figura di Giustina Rocca, prima avvocatessa della storia, vissuta a Trani a cavallo tra XV e XVI secolo. Antesignana della parità di genere, figura simbolo di pari opportunità e progresso, nel 2022 le è stata intitolata la torre più alta della Corte di giustizia dell’Unione europea in Lussemburgo.

Dal 20 al 24 ottobre, come promesso durante la campagna di reward crowfunding per la realizzazione del progetto civico “Giustina Rocca”, messo in campo dal libraio Enzo Covelli, dall’attrice e formatrice teatrale Maria Elena Germinario, dal progettista della campagna di raccolta fondi Norberto Soldano, dalla guida turistica della Regione Puglia Mariagrazia Marchese, dalla giornalista Annamaria Natalicchio e dalla grafica Laura Santomauro, si potrà fruire di una serie di iniziative culturali promosse dalle Associazioni Marluna Teatro e Miranfù Beebliocar e cofinanziate dalla Città di Trani.

Nei giorni 20 e 21 ottobre coloro che hanno sostenuto il progetto, mostrando il ticket che attesta la donazione fatta per la campagna sulla piattaforma Eppela, potranno assistere allo spettacolo teatrale, ricevere le pubblicazioni e seguire l’itinerario della visita guidata nella Trani di Giustina Rocca (tour a cui si potrà partecipare anche domenica 22 ottobre).

La pièce "La Rocca di Giustina", a cura di Marluna Teatro, testo e regia di Arianna Gambaccini, con Elisabetta Aloia, Arianna Gambaccini e Maria Elena Germinario e scene e luci di Gianluigi Carbonara, andrà in scena a Palazzo delle Arti Beltrani (porta ore 20,30 - sipario ore 21,00) per i sostenitori della campagna nei giorni 20 e 21 ottobre (si potrà scegliere la data e prenotarsi al numero: 3402326032). Il giorno 24 ottobre, invece, anche chi non ha sostenuto la campagna di raccolta fondi potrà assistere allo spettacolo, a fronte del pagamento di un ticket d’ingresso (€ 12,00).

Grazie al magnifico lavoro di drammaturgia e regia di Arianna Gambaccini conosceremo una Giustina inedita. Nello spettacolo, Giustina, inconsapevole incarnazione della parca Lachesi, sorella di Dike, dea della giustizia, la notte tra il 7 e l'8 aprile del 1500 è consumata da un dilemma: andare a prendere la benedizione del doge a Venezia e diventare ambasciatrice anche per la città di Trani, oppure scegliere le vesti di arbitro per sentenziare un lodo che vede due suoi nipoti in causa? Quale servizio è più alto e più utile all'umanità? Come faranno le due parche a riportare Lachesi al suo lavoro, quello di reggere la rocca della vita, senza che nel mondo smetta di nascere crescere e morire l'umanità?

"La Rocca di Giustina" narra di come, alle volte, la storia venga scritta in maniera inconsapevole dalle sue protagoniste, che col piglio tipico della concretezza del fare femminile sistemano l'oggi, decretando legge sul domani.

Lo spettacolo ispirato alla figura della giurista tranese è già stato richiesto per alcuni festival di teatro importanti in Puglia e in Italia, come ad esempio il Festival Trame alla Cittadella degli Artisti di Molfetta, in cui andrà in scena il giorno 28 ottobre alle ore 20.30.

Il cofanetto con le pubblicazioni, a cura di Libreria Miranfù, "Giustina Rocca, la prima avvocatessa della storia. Trani-1500" potrà essere ritirato nei giorni della rappresentazione teatrale (20 e 21 ottobre), oppure presso la libreria Miranfù a Trani (via Pisa, 48/54). Il cofanetto-conchiglia, edito dalla casa editrice Duepuntozero edizioni, contiene una cartolina e un segnalibro dell’illustratrice andriese Carla Indipendente e due racconti inediti degli scrittori Stefano Bordiglioni e Matteo Corradini con la prefazione del professor Andrea Lovato.

L’itinerario inedito "La Trani di Giustina", a cura di Mariagrazia Marchese, dedicato alla Trani rinascimentale e all’architettura civile tranese, potrà essere effettuato i giorni 20, 21 e 22 ottobre, partendo da Palazzo Beltrani, in via Beltrani 51, dalle ore 18,00 (con la possibilità di scegliere la data e prenotarsi al numero 3483998980).

Il Progetto Giustina Rocca è sulle pagine FB Giustina Rocca ​e instagram giustina_rocca

Giustina Rocca, cenni storici.

Le fonti ci restituiscono Giustina Rocca pronunciare come avvocato del foro di Trani una sentenza arbitrale in presenza del governatore veneto della città, Ludovico Contarini. L’episodio è raccontato nelle pagine del De Iure Patronatus di Cesare Lambertini, stampato nel 1533. Sappiamo dal trattato che, nel 1500, la nobildonna, dotata di grande ‘auctoritas’ e di grandi conoscenze giuridiche, fu scelta come arbiter in una controversia ereditaria tra due suoi nipoti. Giustina, il giorno 8 aprile 1500, pronunciò in lingua volgare (non in latino), per farsi comprendere dal folto pubblico di concittadini, la sentenza di tale arbitrato nel palazzo del tribunale di Trani e, per l’ufficio svolto, pretese ed ottenne che le fosse pagata la stessa trigesima di compenso stabilita per gli arbitri uomini.

Donna di indiscusso talento, la Rocca, figlia di Orazio, oratore al Senato di Napoli, e moglie di Giovanni Antonio Palagano, Capitano Regio della città di Trani, trovò nel padre e nel marito due alleati che le permisero di emergere nella professione. Ma fu un caso isolato, dal momento che nel resto d’Italia ed anche d’Europa non era consentito alle donne il patrocinio legale. Trani, nel 1500, era una città ricca, evoluta, attiva nel commercio marittimo e in contatto con il bacino del Mediterraneo, pregna della cultura rinascimentale che rivalutò la figura della donna in molti campi. Secondo quanto ci è stato tramandato, la donna nella sua lunga carriera si occupò anche di questioni diplomatiche, riguardanti soprattutto i rapporti tra la città di Trani e Venezia, fatto che la legò al nome della Serenissima. La sua figura ha ispirato il personaggio di Porzia di Belmonte nell’opera teatrale ‘Il Mercante di Venezia’ (1596-1598) di William Shakespeare. Di Giustina Rocca rimane un epitaffio funebre inciso su una stele scritto in occasione della prematura scomparsa della figlia Cornelia, conservato nel Museo diocesano di Trani.

A lei sono state dedicate strade nelle città di Trani e Bari, oltre che la cointestazione di una scuola secondaria di I° grado nella sua città.


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