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«Per Elisa - Il caso Claps», tra i protagonisti anche l’attrice tranese Bianca Nappi

Tre milioni di telespettatori hanno assistito lo scorso martedì sera alla prima puntata su RaiUno della serie tv «Per Elisa - il caso Claps», per la regia di Marco Pontecorvo. La fiction, ricostruisce il caso della sedicenne potentina scomparsa il 12 settembre del 1993, il suo corpo venne ritrovato nel sottotetto di una chiesa nel 2010.La serie pone l’accento sull’ininterrotta battaglia di Gildo Claps, fratello di Elisa, e della sua famiglia che con tenacia e coraggio non si sono mai arresi alle ricerche della ragazza, ma soprattutto alla verità sulla sua scomparsa. Il corpo di Elisa fu ritrovato diciassette anni dopo durante alcuni lavori nella chiesa dove la ragazza fu vista l’ultima volta. Per il suo omicidio fu condannato Danilo Restivo, il ragazzo con cui aveva appuntamento quel giorno.

Il cast della fiction è formato da eccezionali attori, tra gli interpreti anche la straordinaria attrice tranese Bianca Nappi. Il suo, un curriculum artistico lunghissimo, i primi passi proprio nelle compagnie teatrali della città di Trani, oggi notevole artista protagonista di cinema, televisione, fiction: come non citare il ruolo di Marietta, amica e confidente di Luisa Ranieri nella serie di grande successo, Lolita Lobosco, per il cinema «Un giorno perfetto» per la regia F.Ozpetek, per il teatro "Re(L)azioni", di Neil LaBute regia M. Cotugno, e molto altro ancora.

Intervista all’artista tranese Bianca Nappi.

Nella fiction Lei interpreta il ruolo di un magistrato Felicia Genovese, la Pm che nel 1993 indagò per prima sulla scomparsa della giovane potentina, Elisa Claps. Come si è preparata per questo ruolo così delicato?

«La storia di Elisa Claps è una vicenda umana e giudiziaria che ha qualcosa di unico nel panorama italiano. Partecipare alla serie che racconta del suo omicidio è stato per me un onore, poiché si tenta di tenere alta la memoria di una ragazza per bene di appena 15 anni fatta sparire assurdamente. Il mio in effetti è un ruolo delicato, poiché esistente nella realtà. Per prepararmi, oltre al confronto col regista Marco Pontecorvo, mi sono documentata al meglio sui vari passaggi del caso, luci ed ombre compresi».

Lei ha preso parte a produzioni artistiche di vario genere, dando dimostrazione di quanto impegno, dedizione e passione ha per la recitazione, le chiedo quanto la sua famiglia e Trani abbiano in qualche modo influenzato la scelta di diventare un’artista?

«Non credo che Trani o la mia famiglia abbiano influenzato le mie scelte professionali; anzi, i miei genitori, che facevano tutt'altro, erano molto perplessi circa la mia voglia di diventare un'attrice! Ma mi hanno capita e sostenuta.

Penso però che in un certo senso l'essere cresciuta in provincia (poi all'epoca Trani era più "isolata “di oggi) mi abbia permesso di viaggiare con la fantasia, immaginando e prefigurandomi scenari che forse, vivendo in una grande città, avrei già sperimentato. Insomma, penso che un po' di noia da provincia abbia giovato e in generale giovi alla creatività!».

Presto sarà presente, in una nuova serie di Ivan Cotroneo su Netflix, regista che ha già diretto in passato nella serie “La compagnia del Cigno”, una giovane attrice tranese come lei, Chiara Pia Aurora. Le chiedo se può parlarci di questa nuova serie e quale ruolo coprirà?

«Sono molto felice di aver avuto modo di lavorare di nuovo con Ivan Cotroneo, che è scrittore e regista sensibile. Non posso però svelare ancora nulla di questo nuovo progetto!!

Le chiedo infine, che consiglio si sente di dare a tutti ragazzi che vogliono intraprendere una carriera artistica importante come la sua.

«A chi desidera intraprendere una carriera artistica, consiglio di mettersi alla prova quanto prima, con curiosità ed umiltà. Questo non solo per verificare che si abbiano davvero dei numeri per poter fare questo lavoro, ma anche per capire se è un tipo di professione che piace. Spesso infatti si tende ad avere una visione fantasiosa di questo lavoro, che poi può essere molto diverso nella realtà».

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