Si erano presentati in due autosaloni, rispettivamente a Frosinone e Corigliano Rossano (in provincia di Cosenza), spacciandosi per un inconsapevole milanese residente a Trani. Obiettivo, comprare auto che poi avrebbe ritirato la figlia dell'acquirente. Il passo successivo era l'arrivo sul posto di una donna, che esibiva una falsa documentazione e cercava di portar via le vetture. Solo l'intervento della Polizia, presentatasi al momento dell'acquisto del veicolo a Frosinone, scongiurava che la truffa si consumasse.
Secondo quanto riferisce Ciociaria editoriale oggi, il Gup del Tribunale di Frosinone, Fiammetta Palmieri, ha rinviato a giudizio tre persone, residenti in Campania tra Caivano e Crispano accusate, in concorso tra loro, di tentata truffa per avere presentato telematicamente a quell'autosalone una richiesta di acquisto di una vettura presentando i seguenti documenti falsi: una carta d'identità; una patente; una tessera sanitaria e una dichiarazione dei redditi. Tutto questo intestato all'ignaro milanese residente a Trani.
Per conto di questi veniva poi sottoscritto un contratto di acquisto, con relativo finanziamento, per un ammontare di 12.500 euro. L'auto veniva immatricolata ad aprile 2021, sempre a nome del milanese residente a Trani. Qualche giorno dopo, sempre a Frosinone, si presentava una donna con la propria foto sui documenti (veri) della figlia dell'acquirente.
La procura ha contestato il tentativo perché al momento della consegna del veicolo è arrivata la polizia stradale di Frosinone mettendo in fuga il duo, oltre che i reati di sostituzione di persona, possesso di documenti d'identificazione falsi e falsità materiale.
Con le stesse tecniche il trio è accusato di aver cercato di acquistare un altro veicolo in Calabria: qui è stato attento il titolare, che contestava al trio (giunto con un carroattrezzi per riportarsi l'auto non assicurata) la mancata autenticazione da parte del notaio di alcuni documenti richiesti per la vendita.
