Le dichiarazioni rilasciate dal vicesindaco ed assessore al verde, Fabrizio Ferrante, a seguito della manifestazione indetta dalle associazioni in difesa del patrimonio arboreo soggetto a continui abbattimenti, evidenziano una fuga inaccettabile dalle proprie responsabilità.
In primis perché tira nuovamente in ballo, per giustificare l’abbattimento di 60 alberi in Piazza Plebiscito, la relazione dell'agronomo dottor Guerra, dopo che lo stesso aveva già rimarcato che il censimento da lui prodotto nel 2021 non fosse di per sé sufficiente a determinarne l’esecuzione, ma necessitasse di ulteriori passaggi prima di addivenire alla decisone relativa alla sopravvivenza o all’abbattimento di ogni singolo albero.
Passaggi che, stando alle dichiarazioni dello stesso dottor Guerra, non sono stati posti in essere. Tale elusione ci sembra grave e meritevole di motivazioni precise e dettagliate. Ma l’assessore Ferrante, piuttosto che fornire queste, preferisce lanciarsi nel triste gioco, molto in voga da parte di certi esponenti politici, del tentativo di delegittimazione di chi avanza le istanze di chiarimento a tutela di un bene comune di fondamentale importanza quali sono gli alberi e il verde pubblico.
E lo fa non tenendo conto che chi avanza le suddette istanze sono le associazioni che fanno parte della consulta ambientale, organismo consultivo istituito dalla amministrazione di cui Ferrante è appunto vicesindaco. Le quali hanno deciso di convocarsi in piazza domenica scorsa proprio per la latitanza dell’amministrazione, che disdegna nei fatti quelle dinamiche partecipative che a parole dice di voler favorire.
Sempre nella fuga dalle proprie responsabilità sembra collocarsi il continuo richiamo al lavoro iniziato dall’ex assessore all’ambiente Colangelo, di cui Ferrante sicuramente non è un degno successore visto che il suo predecessore aveva condiviso con le associazioni della consulta (facendola funzionare) le intenzioni e i progetti del suo assessorato e ascoltava con molta attenzione le istanze e le critiche delle stesse.
E come tanti altri politici sprovvisti di argomentazioni, Ferrante ha preferito non rispondere nel merito, ma piuttosto sparare nel mucchio facendo passare l’idea che tutti i componenti delle associazioni siano ex candidati alle passate amministrative che fanno battaglie strumentali.
Ormai è nota la posizione del vicesindaco per cui i cittadini, per esprimere il loro punto di vista, devono candidarsi e farsi eleggere. In caso contrario devono tacere.
Ma dovrebbe ben sapere che non tutti sono disposti e passare da Forza Italia al Pd o da Renzi a Bonaccini passando per Letta, pur di rimanere in sella.
In conclusione ribadiamo le richieste di chiarimento che, auspichiamo, dovrebbero essere fornite all’interno della consulta ambientale, mettendola in tal modo in condizione di funzionare in concreto, e restituendole quella legittimità che il vice sindaco ha mostrato, con le sue accuse, di rinnegare
Vincenzo Ferreri - Comitato Bene Comune
