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Trani, sta per scomparire il passaggio a livello: «Lavori per due anni e navette già dal primo giorno»

Lo stillicidio delle lunghe attese dietro le sbarre e delle pericolose traversate a barriere chiuse sta per terminare. Oggi tutti si dolgono del passaggio a livello e imprecano contro la lentocrazia che non l'ha fatto ancora scomparire, ma presto lo scenario potrebbe ribaltarsi: infatti, stanno per partire i lavori per sua soppressione ed allora, per due anni, da lì non si passerà più.

«L'area del passaggio sarà totalmente chiusa - conferma Bottaro -, anche ai pedoni, per tutta la durata del cantiere. Peraltro, ogni formula pensata dall'amministrazione per consentire quanto meno il passaggio pedonale è stata assolutamente esclusa da Rfi, e bene lo comprendiamo alla luce degli ultimi accadimenti in occasione dei quali la sicurezza non ha brillato. Dobbiamo tenere tutti la soglia di attenzione altissima, per cui quello sarà un cantiere e da lì non si passerà».

Quali, allora, le soluzioni alternative per attenuare un disagio che si prevede lungo almeno due anni? «Ci stiamo attrezzando per garantire un trasporto dedicato per tutti i pedoni - risponde Bottaro -, motivo per cui da due settimane abbiamo installato una "macchinetta infernale" in grado di misurare quanti pedoni, quante biciclette, quanti monopattini transitino in direzione Corato e in direzione Trani. In funzione dei dati che ne ricaveremo organizzeremo un trasporto pubblico locale a beneficio di quel quartiere almeno nelle ore critiche e di punta, da estendersi il più possibile chiedendo delle risorse anche alla Regione Puglia, giacché  diventerebbe un ulteriore onere economico che non possiamo permetterci».

In altre parole, il pur invocato addio al passaggio a livello porta con sé forti preoccupazioni per chi quotidianamente utilizza quel varco da pedone, anche per recarsi successivamente in stazione come utente del servizio ferroviario: «Vogliamo fare incrociare gli orari delle navette con quelli di partenza dei treni, perché penso ai pendolari che abitano nel quartiere stadio - spiega ancora Bottaro -, cui difficilmente si può chiedere di fare tutto il giro da una parte o dall'altra per prendere un treno. Ci dobbiamo fare carico assolutamente di questo problema, però tutto vogliamo fare tranne che rallentare l'inizio del cantiere di un'opera che è fondamentale per la nostra città. Saranno due anni di disagi, ma a fine lavori i pedoni avranno un comodissimo sottovia e tutto questo farà parte solo dei ricordi».

Quanto ai tempi, premesso che il cantiere di Rfi partirà con la ricerca e bonifica di eventuali ordigni bellici, «noi abbiamo chiesto loro di chiudere all'ultimo momento utile - fa sapere Bottaro - e non escludo che questo possa avvenire entro la fine dell'anno. So solo che dobbiamo farci trovare pronti, perché non possiamo più chiedere loro di aspettare».


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