A distanza di oltre tre anni dai fatti che gli vengono contestati, per il presidente meteora del Trani Danilo Quarto inizia il giudizio promosso nei suoi confronti dai tifosi che tanto avevano creduto in lui in prospettiva di una resurrezione del calcio cittadino trionfalmente nata e miseramente naufragata nel giro di un solleone d’este.
Infatti oggi, mercoledì 20 dicembre, si terrà presso la Sezione penale del Tribunale di Trani, dinanzi al giudice monocratico Luigi Camporeale, la prima udienza del processo intentato da circa 170 sostenitori tranesi contro di lui per l'ipotesi di appropriazione indebita.
I querelanti, attraverso l’avvocato Giovanni Marchio, hanno già formalizzato la loro costituzione di parte civile. Il Comune di Trani sta valutando se farlo allo stesso modo, a causa del possibile danno d’immagine e morale inferto alla città, sebbene l’ente non abbia subito alcun danno economico dalla vicenda.
La somma che Quarto avrebbe trattenuto per sé è 9.800 euro, vale a dire l'importo complessivo di 367 tessere di abbonamento rilasciate in favore di quei 170 tifosi che credevano ciecamente nel suo progetto e fecero un'autentica corsa contro il tempo per conquistarsi un posto allo stadio.
Quarto, però, annunciò il disimpegno da Trani e tutti quei sostenitori attivarono una class action: obiettivo, farsi restituire quei soldi per una questione soprattutto di principio. Da qui s'è passati alla vera e propria azione giudiziaria, in cui si sostiene che «è stato leso il rapporto fiduciario fra i tifosi ed il soggetto sul quale incombe l'obbligo di restituire il denaro posseduto».
