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Parapedonali, azienda fa causa al Comune di Trani che non la autorizza

Avrebbero voluto installare dei nuovi impianti pubblicitari parapedonali presso i principali incroci stradali della città, ma da Palazzo di città si sono sentiti rispondere «no» per due ordini di motivi: «L'affidamento dei lotti avverrà con procedura ad evidenza pubblica e, nelle more delle espletamento delle procedure, questo ufficio è impossibilitato a rilasciare alcuna autorizzazione in merito non esistendo, allo stato attuale, alcuna disciplina specifica».
Così la società Finpuglia affissioni, di Trani, difesa dall'avvocato Isabella Tritta, ha proposto ricorso al Tar Puglia, contro il Comune di Trani, per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia del provvedimento adottato dal dirigente del servizio Suap, Andrea Ricchiuti, con cui Palazzo di città ha rigettato la richiesta di autorizzazione all'installazione di transenne parapedonali da parte della società odierna ricorrente. Il Comune di Trani ha determinato a sua volta la resistenza in giudizio affidandola al responsabile dell'avvocatura comunale, Michele Capurso.
La Finpuglia aveva presentato apposita istanza il 19 settembre 2023, richiedendo al Comune di Trani l'installazione di pannelli pubblicitari su tutte le transenne parapedonali ubicate nel territorio cittadino. «Le richieste - si legge nel ricorso, tutte munite di asseverazioni certificate e della documentazione tecnica relativa ad ogni singolo impianto da installarsi, venivano proposte anche in via provvisoria tenuto conto del fatto che ad oggi non risulta, a distanza di oltre nove anni dall'approvazione del Piano generale degli impianti pubblicitari - scrive l'avvocato Tritta - che il Comune abbia mai provveduto ad emanare alcuna gara per l'affidamento In concessione dei vari lotti».
L'intervento richiesto avrebbe anche consentito di porre fine ad un crescente degrado. Infatti, «tale ingiustificabile e protratta inerzia - si legge ancora nel ricorso - ha così consentito il dilagare di un conclamato, inammissibile abusivismo, risultando numerosi spazi utilizzati da soggetti privi di alcuna autorizzazione e che dunque non corrispondono alcun corrispettivo all'ente, oltre ad un altrettanto conclamato stato di degrado urbano, risultando molte transenne seriamente danneggiate ed in totale stato di abbandono».
La risposta del Comune di Trani ha lasciato la Finpuglia quanto meno disorientata, per usare un eufemismo, e nel ricorso si sottolinea quanto il provvedimento di diniego costituisca «una macroscopica elusione da parte della pubblica amministrazione dell'obbligo di conclusione del procedimento amministrativo». Il tutto inquadrato in uno scenario di «mancanza di strumenti pianificatori attuativi che non può costituire una ragione sufficiente a negare l'autorizzazione richiesta, sia pur temporanea, poiché nelle more dell'attuazione del regolamento vigente non può essere compresso il diritto di iniziativa economica privata costituzionalmente protetto - contesta l'avvocato Tritta -, impedendo l'esercizio dell'attività economica nel settore della pubblicità e sacrificando l'iniziativa economica non per la tutela di superiori interessi economici o sociali, ma per la mera inerzia della pubblica amministrazione».
Di fatto, la Finpuglia si sente fortemente Lesa nei propri diritti, poiché il Comune di Trani ha respinto la sua proposta di installazione di impianti pubblicitari in ragione di una gara tuttora non emanata ed in prospettiva della quale non ci sono date di alcun tipo.
In ogni caso, nonostante il ricorso al Tar sia stato notificato, allo stato non se ne conosce ancora la data della discussione. E da ciò si potrebbe intuire che si possa avviare una trattativa per ricomporre la vertenza in atto, evitando di giungere in aula.


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