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Cinque associazioni contro il taglio alberi: «Sono illegittimi, fermate i prossimi»

Le scriventi Associazioni, a seguito dell’abbattimento degli alberi in Corso De Gasperi, effettuato nei giorni scorsi, e al fine di compulsare l’adozione di iniziative più consone e realmente adeguate alla proclamata manutenzione del verde pubblico, osservano quanto segue.

Il provvedimento assunto a base della criticata attività di eliminazione degli alberi risulta carente e viziato sotto molteplici profili.

Prima di tutto perché l’istruttoria svolta dagli uffici comunali non ha consentito di rilevare la reale situazione di pericolo attuale e concreto per la pubblica incolumità derivante dallo stato delle citate alberature.

Ad avviso delle scriventi, appare risibile la segnalazione-diffida del condominio e non giustificativa di decisioni relative agli abbattimenti la mera rilevazione dello stato del manto stradale effettuata dalla Polizia Municipale. Mentre, l’elaborato a firma del dott. Agronomo Andrea Pacifico è quantomeno contraddittorio se non addirittura inidoneo e inadeguato allo scopo per cui è stato richiesto e rilasciato. Non si può ritenere questo documento equivalente a una relazione fitosanitaria utilizzabile per le contestate operazioni di abbattimento (in calce al quale manca persino il timbro del prefato professionista e il numero di iscrizione all’ordine).

Difatti, non risultano verificate l’effettiva stabilità di ciascun albero, opportunamente censito, alla luce dei protocolli e delle norme in materia, né svolte prove di carattere tecnico, supportate da adeguati riscontri di carattere strumentale, tese a verificare la tenuta di ciascun albero, la classe di rischio caduta, o, magari, l’adozione di interventi a regola d’arte per la loro conservazione alternativi all’abbattimento (ad es., ristabilendo la rizosfera, lo stato di permeabilità di porzione del suolo intorno alla pianta per la sua corretta crescita e il corretto ancoraggio dell’impianto radicale al terreno e per cercare l’acqua e di adeguamento delle aree intorno alle piante volte a eliminare i processi di soffocamento dell’impianto radicale) o interventi per prevenire danni e pericoli per la pubblica e privata incolumità. Né tantomeno allegata la foto di ciascun albero previamente numerato.

Peraltro, vale considerare che i cinque pini di Corso De Gasperi non erano contenuti nemmeno nell’elenco degli alberi da abbattere allegato al censimento del verde pubblico, a firma del dott. Guerra. Il che vuol dire che si trattava di alberi sani e non costituenti alcun pericolo per la pubblica incolumità.

Gli abbattimenti devono essere prescritti ed eseguiti nel rispetto del regolamento del verde del quale non se ne conosce l’esistenza nonostante le ripetute richieste nel corso delle sporadiche riunioni della Consulta Ambientale; inoltre i reimpianti devono avvenire nel rispetto del piano del verde, anch’esso inesistente, prevedendo il reimpianto di specie arboree che abbiano lo stesso valore ornamentale degli alberi abbattuti, stimato dallo stesso esperto relatore. Ciò al fine di non svalutare il patrimonio arboreo della città e non lasciarne l’individuazione alla discrezionalità della ditta che gestisce il verde.

Vale considerare che le linee guida ministeriali per la gestione del verde urbano riconoscono che una città “verde”, oltre ad apparire esteticamente più apprezzabile e appetibile a livello turistico, è in grado di incontrare i fabbisogni di ricreazione, relazione sociale, crescita culturale e di salute dei propri abitanti. Fondamentale è il ruolo degli alberi per combattere il surriscaldamento climatico e ingiustificato sembra questo celere procedere agli abbattimenti di centinaia di alberi ad alto fusto, anche secolari e storicizzati, in controtendenza con le città che stanno investendo risorse per la c.d. “forestazione urbana”. Tutto questo risulta ignorato.

Ne deriva che gli ordini di abbattimento in questione appaiono ingiustificati ed eccessivi, poiché privi di elementi istruttori e di motivazione in grado di rappresentare un’effettiva e attuale situazione di urgenza legata al grave pericolo per l’incolumità dei cittadini.

Altrettanto dicasi per gli eventuali ulteriori imminenti abbattimenti in programma, qualora anch’essi sforniti dei medesimi elementi e requisiti, in ragione dei quali si potrebbero adottare provvedimenti eccezionali e in deroga al principio di tipicità degli atti amministrativi, come appunto quello che ha visto l’inopinato abbattimento dei cinque alberi in C.so De Gasperi.

Peraltro, non va trascurato il fatto che una siffatta situazione, non si è generata improvvisamente.

L’esercizio del potere sindacale di emanare provvedimenti finalizzati alla salvaguardia di rilevanti interessi pubblici legati alla sicurezza della collettività, è subordinato ai seguenti presupposti:

a) straordinarietà (intesa come impossibilità di far luogo ad atti tipici e nominati preordinati alla gestione degli interessi coinvolti, come nella specie quelli disciplinati dal Codice della strada);

b) urgenza (intesa come impossibilità di differire, senza pericolo di compromissione di quegli interessi, l'azione amministrativa, con il ricorso alle tempistiche ordinarie);

c) imprevedibilità delle situazioni di pericolo;

d) contingibilità (intesa come emergenza provvisoria ed improvvisa).

Di talché l'esercizio del potere presuppone l'esistenza, oltre che la sua puntuale indicazione nel relativo provvedimento, di una situazione di pericolo imminente, da intendersi quale ragionevole probabilità che accada un evento dannoso nel caso in cui l'Amministrazione non intervenga prontamente e non che quest’ultimo sia futuro o possibile.

Per questi motivi, chiediamo di sospendere eventuali ulteriori abbattimenti che potrebbero essere adottati in assenza dei presupposti di legge.

ARTICOLO 97 – Liberi e Trasparenti – Giuseppe Curci
Associazione Esposti Amianto e rischi per la salute – Antonio Carrabba
Cittadinanza Attiva OIKOS Trani APS – Antonio Carrabba
CODACONS – Sede locale di Trani – Nicola Ulisse
UILDM – Sezione Trani – Gennaro Palmieri

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