L'effige della Madonna Addolorata è tornata all'interno della casa di reclusione femminile, rinnovando un rito sempre più pieno di significato poiché rappresenta l'occasione più tangibile per riavvicinare le detenute alla Fede e, attraverso l'intercessione della Vergine, sperare nella redenzione.
Quest’anno il cappellano, don Raffaele Sarno, per la prima volta nella storia ha scelto di fare leggere le invocazioni alla Madonna Addolorata a due delle quaranta detenute attualmente ospitate in piazza Plebiscito: lo hanno fatto a nome di tutte leggendo in maniera assorta, parola per parola, quelle espressioni di devozione e speranza che la Vergine ha suscitato in loro.
Lo scorso anno una detenuta aveva da poco perso un figlio e aveva letteralmente abbracciato la statua della Madonna scoppiando in lacrime.
Ancora una volta tanta umanità oltre alle sbarre, e storie che meritano di essere conosciute e rilanciate perché non sempre, dopo avere commesso un reato, il male resta nelle persone che se ne sono rese responsabili.





