È venuto a mancare nella giornata di ieri l'ingegnere Michele Zecchillo, 72 anni, già dirigente di Amiu Spa nonché progettista della discarica di Trani. Il decesso è giunto al termine di una malattia che lo ha progressivamente consumato, insieme con le sofferenze provate prima da indagato e poi imputato del procedimento penale per il presunto disastro ambientale provocato dall’impianto che aveva progettato.
Zecchillo nelle scorse settimane ne era uscito completamente assolto, come tanti altri, difeso da Antonio Florio e Mauro Giangualano, ma è di fuori di dubbio che quella vicenda lo abbia profondamente segnato, certo del fatto che il problema verificatosi in discarica fu dovuto - come poi il dibattimento ha dimostrato - ad un cedimento strutturale e non certamente a sue responsabilità progettuali.
Ad accrescerne la sofferenza il licenziamento sopraggiunto alcuni anni fa, per mano di chi in quell'epoca fu amministratore unico di Amiu. Sebbene vicino alla pensione, Zecchillo probabilmente non meritava quel trattamento, come i fatti poi hanno dimostrato. Ma anche prima, con altri governi in quell’azienda, l’ingegnere fu coinvolto in amare faide interne che lo provarono non poco.
Ma gli amministratori vanno e i dipendenti restano, e molti fra loro oggi potranno testimoniare quanto effettivamente Michele Zecchillo fosse legato all'azienda in cui profuse la sua vita e quanto, fra le altre cose, si fosse battuto lui in prima persona, sebbene non figura politica, a difesa dell’interesse pubblico per frenare in ogni occasione progetti che andavano in altra direzione. Si pensi all'avanzata della piattaforma, con discarica annessa per rifiuti speciali, della società Ecorerre: se oggi quel progetto non ha ancora preso forma a Trani lo si deve ad un avvocato che ieri non faceva ancora il sindaco, Amedeo Bottaro, ed anche e soprattutto a lui.
Il cronista non può infine non ricordare la voce tremante al telefono dell'ingegnere Zecchillo, al quale avevamo chiesto un commento all'indomani della sentenza a lui favorevole del tutto ignari delle condizioni in cui versasse. Ciononostante non esitò né a dirci la sua, né a rivelarci senza veli il problema di cui stesse soffrendo. Per noi fu una conversazione sofferta e a tratti imbarazzante, poiché davvero non conoscevamo - perché nessuno ce ne aveva mai parlato - lo stato di salute del nostro interlocutore. Oggi con grande dolore, ci uniamo a quello della famiglia.
Le esequie si svolgeranno martedì 2 aprile, alle 10, nel santuario della parrocchia Madonna di Fatima. La salma, fino alle nove di quel giorno, sosterà presso la casa funeraria Delfini, in via Barletta 80.
