Ventisei voti favorevoli per l'approvazione unanime di una delibera proposta dalla minoranza, ma condivisa dall'intero consiglio comunale. Inoltre cinque componenti dell'assemblea elettiva (sindaco, due consiglieri di maggioranza e due di minoranza) per formare una commissione, da convocarsi mensilmente, che talloni la Direzione generale della Asl Bt al rispetto del protocollo d'intesa del 2016 che aveva istituito il Presidio territoriale di assistenza di Trani.
Questo l'esito del consiglio comunale monotematico sulla sanità locale tenutosi ieri a Trani, con la presenza del direttore generale della Asl Bt, Tiziana Dimatteo, e del direttore del distretto Francesco Galante. Si è partiti da una proposta di delibera (firmata da De Toma, Ferri, Di Leo, Cozzoli, Centrone, Branà e Palumbo) che chiedevano una pianta organica adeguata ed una direzione per il Pta, un punto di primo intervento che funzioni di fatto da pronto soccorso e la riapertura del laboratorio analisi.
Dimatteo, sollecitata anche dai numerosi interventi di tutto il consiglio comunale, ha puntato a dimostrare che «il Pta di Trani, in cui l'ex ospedale si è riconvertito dieci anni fa - ha esordito - è una struttura che non solo risponde agli standard legislativi ma rilascia servizi ben superiori, a cominciare dagli oltre 7000 accessi proprio alla postazione fissa medicalizzata nel 2023. Essa licenzia codici bianchi e verdi nella misura del 65% delle richieste di intervento - ha fatto sapere la Dg - facendo così da filtro dei pronti soccorso degli ospedali».
Complessivamente, «il nostro obiettivo è fornire servizi sempre più numerosi ed efficaci in tutta la Asl e Trani non è da meno. Il Pta sarà sempre più un fiore all'occhiello della sanità territoriale e posso confermare il mio impegno personale per una postazione fissa medicalizzata del 118 sempre più attiva e puntuale».
