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Trani, è anche il giorno della memoria: 44 anni fa l'uccisione di Alfredo Albanese

Egregio Direttore, voglia cortesemente pubblicare sul Suo quotidiano, il Giornale di Trani, quanto segue in memoria del mio amico il Commissario Albanese evidenziando la sua foto.

La presente al fine di “glorificare” e “ricordare”, a distanza di ben 44 anni, il mio ex compagno di infanzia, il dr. Alfredo Albanese, Commissario in Mestre e ivi “ucciso” dalle Brigate Rosse - “comunisti”- il 12.05.1980!

Ho sempre apprezzato e lodato gli organi istituzionali del Comune di Mestre e di Venezia i quali, contrariamente a quelli del mio paese natale, come del dr. Albanese, - Trani - in tale occasione “celebrano”, ogni anno, l’anniversario della sua morte!

Il sindaco del Comune di Trani dovrebbe – come pure certi soggetti -“ glorificare” il Commissario Albanese, scendendo anche in piazza,
e non con i pantaloni blu-jeans ma come vestivano l’avv. Baldassarre, democristiano, e l’avv. Caruso, socialista, apponendo la bandiera italiana a mezz’asta dinanzi al Comune, invece di “glorificare” altri su quali ci sarebbe ben da dire, ma mi astengo! Non è sufficiente aver intitolato una via o piazza: il ricordo e la glorificazione non hanno tempo!

Con il mio amico Alfredo trascorrevamo le serate, in piazza “Bisceglie”, così era chiamata la attuale piazza della Repubblica, parlando della giornata scolastica trascorsa, della severità e professionalità dei nostri professori, formati a ben altra scuola, ormai distrutta ( prof. Andrea Cristiano e prof. Pietro Pansini alla scuola Media Maschile ex Baldassarre e al Liceo Classico prof. Stea, Prologo, Scarpelli, Ghizzoni di Piacenza e prof.sse Pinnetti, vestita sempre di “nero” e Arnone e dei Presidi prof. Blasucci prima e prof.ssa Taddei Ciafardini dopo e sempre primi a giungere, dopo il prof. Stea, anche se ammalati), e delle poche ragazze in giro – una di queste, Teresa, divenne poi sua moglie e alla quale e con la quale desidero esprimere un sentimento sincero per il vivo ricordo di Alfredo che, oggidì, abbiamo solo in pochi – incontrandoci con altri amici senza mai parlare e né sparlare di determinati soggetti.

In età avanzata e alla conclusione degli studi universitari si decise di partecipare a pubblici concorsi vincitori dei quali fummo “sbattuti” Alfredo a Mestre, Ministero dell’Interno, come pure un altro nostro compagno - mi astengo dal enunciare il suo cognome - in altra città, e io, Ministero del Lavoro, senza mai “venderci” né a forze politiche e né a forze sindacali, né “destrosse e né sinistrosse” né centriste riscuotendo stima e rispetto da tutti!

Ci incontravamo, purtroppo, solo in estate, sempre in piazza “Bisceglie” ricordando i tempi trascorsi della nostra gioventù e delle difficoltà dei tempi moderni che portarono, in seguito, purtroppo, alla uccisione di Alfredo!

Serberò sempre in me il ricordo di Alfredo e anche del defunto prof. Tandoi Vito, condannato a 4 mesi di carcerazione perché tradito dai suoi “compagni” che lui, però, non “volle” tradire, nonostante le assicurazioni del defunto Brg. Barbagallo che conosceva coloro che scapparono “vigliaccamente” lasciando nelle mani della P.S. Tandoi, e, infine, dal Ministero della Pubblica Istruzione che ne decise il licenziamento, per “inidoneità all’insegnamento” - sic! - dopo 20 anni di insegnamento in varie sedi d’Italia, contrariamente ad altri “soggetti” e dopo che fu “allontanato ignominosamente” dall’Istituto degli ex Barnabiti, ultima sede di insegnamento, dalla Polizia di Stato intervenuta su richiesta del Preside e per il quale il sindaco di Trani dovrebbe chiedere la “riabilitazione” alla memoria, considerando che non era un “delinquente” ma rispettoso, contrariamente ad altri, della “dignità” di docente, nonché del “vero lavoratore” Renato Contestabile, oggidì defunto, lavoratore in ogni parte d’Italia e in Germania, per poche decine di lire, contrariamente a certi “compagni”, interrompendo gli studi per la morte del padre, e di sua sorella – non ricordo il nome – seduta su seggiola fatiscente di fronte a piccola scrivania in un bugigattolo accanto all’ex Ufficio Postale accanto alla chiesa di S. Luigi– in quei tempi non esistevano né fotocopiatrici, né computer e né segretarie di studi per redigere atti legali, notarili, tesi di laurea e copie di atti - sito in piazza Mazzini dalle 7.00 alle 23.00 di sera, mangiando con la sinistra un panino “miserevole” e bevendo una bottiglietta d’acqua del rubinetto di casa e, con la destra, continuando a battere sulla macchina da scrivere!
Vera lavoratrice!

Questi il sindaco di Trani- il quale non ha ritenuto di rispondere a 2 mie raccomandate, 2010 e 2021, e lascio giudicare alla “intellighentia umana” tale comportamento e avrei accettato anche frasi offensive! - con le quali sollecitavo- dopo 40 anni di promesse dei suoi predecessori - la intitolazione di una via ai miei antenati – gli Spezzaferri - che hanno “beneficiato” i poveri di Trani “ illo tempore” e nel campo medico e legale - si leggano gli articoli sull’ex Tranesiere - la prima sala radiologica fu donata al Civico Ospedale di Trani, in piazza Gradenigo, da mio zio, dr. Raffaele, Direttore Sanitario per ben 50 anni!, o Antonio, Col. Medico e Libero Docente all’Università di Roma e medico nella Campagna di Russia, Antonio ucciso nel suo palazzo avito il 1.4.1799 dalla barbaria francese dinanzi a sua moglie, la contessa Spada di Terlizzi e figli, Carlo medico, Francesco Saverio notaio, o mio nonno Michele “ultimo farmacista” della farmacia di loro proprietà per secoli in Piazza Lambert, e poi del caro don Ciccio Ventura - altro che Di Vagno e Almirante ed altri, non tranesi o anche tranesi – e anche nel campo ecclesiastico con titoli non da poco- si vedano gli atti della Diocesi - dovrebbe “glorificare” sempre e ogni anno e non altri soggetti! E non solo lui! Ma anche “il Giornale di Trani”!

Un vivo e perenne ricordo per il caro Alfredo!

Domenico De Simone

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