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Rocca Bovio Palumbo, gli studenti incontrano i genitori di Michele Fazio vittima innocente di mafia

Grandissima emozione e profonda riflessione ha suscitato negli studenti e nell’intera comunità scolastica della Rocca-Bovio-Palumbo l’incontro con Pinuccio e Lella Fazio, genitori di Michele, vittima innocente di mafia, colpito a morte durante un agguato la sera del 12 luglio 2001 a Bari Vecchia.

I coniugi Fazio sono stati accompagnati dalle volontarie dell’Ass.ne Libera, Anna Rossi e Antonella Pagano, già guida per le alunne e gli alunni della scuola in un percorso sulla legalità che si è sviluppato nel corso dell’intero anno scolastico, culminato nell’adesione dell’istituto all’Ass.ne Libera contro le Mafie.

La lettura del libro di Francesco Minervini “Il grido e l’impegno”, casa editrice Stilo di Bari, ha dato la possibilità alle classi 2A, 2B e 3B di conoscere la storia di Michele. Il testo nasce dalla testimonianza diretta della famiglia e dalla loro tenace volontà di rendere la tragedia che li ha colpiti un esempio di ricerca della verità e di impegno civile. L’incontro del 15 maggio nell’auditorium del plesso  Rocca è nato dell'intenzione di ascoltare i protagonisti per cogliere il loro insegnamento ed è stato parte integrante del ciclo di Incontri con l’autore inseriti nelle iniziative de “Il maggio dei libri” del Cepell, Centro per il Libro e la Lettura del Ministero della Cultura.

I ragazzi della scuola avevano letto dunque la storia di Michele, le sue speranze di giovanissimo ragazzo lavoratore cresciuto a Bari Vecchia, sempre pronto a collaborare alle spese di casa e aiutare gli amici, ma sentirla raccontare dalla voce della sua famiglia è stato come essere travolti da un'onda di forza, coraggio e dignità comunque inaspettati. I coniugi Fazio sono impegnati da anni nel diffondere la cultura della legalità attraverso incontri nelle scuole, nelle parrocchie, nelle carceri, non solo per tenere viva la memoria, ma per continuare a tenere desta l’attenzione, soprattutto dei più giovani, su ogni comportamento che possa essere riconducibile ad una mentalità mafiosa e criminale. Il loro instancabile impegno, la semplicità e l’immediatezza delle loro parole, il dolore sopportato con dignità colpiscono la mente e arrivano dritti al cuore di chi decide di ascoltarli. Solo grazie alla loro determinazione il caso di Michele è stato riaperto, dopo che il muro di silenzio e omertà aveva nascosto i colpevoli. Colpevoli che Lella Fazio conosceva bene perché abitanti dello stesso quartiere da sempre - come ha raccontato la stessa madre agli studenti. Ci sono voluti anni per arrivare alla possibilità di ricostruire la verità e vedere condannati gli assassini di un ragazzo di 15 anni che non aveva altra colpa se non quella di abitare nello stesso quartiere dei boss, tra le famiglie più pericolose ed efferate della città. Oggi nel cortile dove si è consumata la tragedia è stato posto un monumento memoriale ed è anche a seguito del tragico epilogo della vita di Michele e all’impegno delle Istituzioni che il quartiere è tornato a vivere e ad essere un luogo sicuro per cittadini e visitatori.

I coniugi Fazio si sono alternati nel rispondere alle domande dei ragazzi su paura, perdono, onestà, attaccamento al lavoro, senso di responsabilità e hanno saputo meritare l’abbraccio sincero delle classi presenti.

Oggi è stato posto un altro piccolo ma importante tassello per la costruzione di una società più consapevole, partecipe e critica.


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